I mormoni celebrano il Ringraziamento? Riflessioni sulla gratitudine
novembre 21, 2011 by Guest Author
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Valerie Steimle, membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (donna “mormone”) è stata definita sostenitrice della famiglia, negli ultimi 20 anni. E’ madre di nove bambini, vive nel sud dell’Alabama ed è autrice di quattro libri e di una colonna, su un settimanale, Pensieri dal Cuore.
I mormoni celebrano il Ringraziamento? Riflessioni sulla gratitudine
Quando arriva la stagione del Ringraziamento, contemplare tale festività mi fa riflettere su ciò per cui sono grata, nella mia vita. Mentre rifletto sul Ringraziamento, questi pensieri mi aiutano ad essere più grata. Il Ringraziamento mi aiuta a ricordare di essere grata perchè vivo in un paese che ha combattuto dure battaglie, per la libertà, compresa quella di esprimerci con la parola scritta, alla radio o alla televisione. Sono grata per la possibilità di scegliere dove vivere e quale chiesa frequentare. La chiesa che ho scelto è la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (inavvertitamente chiamata da amici di altre fedi, “Chiesa mormone”) e essere grati per la vita che viviamo, è parte del nostro sistema di credenze.
Un pensiero sulla riconoscenza, del presidente Thomas S. Monson, che è presidente e profeta mormone, della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, dice: “Siamo in grado di sollevare noi stessi e gli altri, quando ci rifiutiamo di restare preda dei pensieri negativi e coltiviamo un atteggiamento di gratitudine, nei nostri cuori.” (Ottobre 2010)
I mormoni celebrano il Ringraziamento? Essere grati per gli altri
Un atteggiamento di gratitudine, come dice il presidente Monson, permea le nostre vite, per includere anche gli altri, che ci hanno toccato i cuori e ci hanno aiutato in qualche modo. La maggior parte delle persone non vivono la loro vita da sole, quindi dovremmo essere grati per le persone con cui stiamo.
Alfred North Whitehead, un matematico e filosofo inglese, una volta disse: “Nessuno di coloro che raggiungono il successo, lo fa senza l’aiuto degli altri. Il saggio e fiducioso riconosce questo aiuto con gratitudine.” Siamo tutti dipendenti gli uni dagli altri, per avere successo nella nostra carriera, negli hobby e negli interessi. Quanto saremmo ingrati, se non ringraziassimo sinceramente, per quelle persone che ci hanno aiutato ad arrivare dove siamo oggi.
I mormoni celebrano il Ringraziamento? La gratitudine fa davvero la differenza
Coloro che si rifiutano di essere grati, per tutto ciò che hanno, non stanno davvero riflettendo sui benefici ricevuti nel corso dell’ultimo anno: la salute, la famiglia, un luogo in cui risiedere, il cibo che mangiamo e le carriere che abbiamo creato. Una cosa che mi aiuta a ricordare di essere grata, è il pensare agli altri che vivono in parti del mondo dove non hanno salute, famiglia, casa, cibo o un lavoro da svolgere. Viviamo in un grande paese e abbiamo delle prove da superare, ma possiamo pensare alla nostra vita, nel suo insieme, e realizzare che queste prove presto finiranno. Peccato non avere la festa del ringraziamento più di una volta all’anno, perché, come popolo, siamo grati solo quando ci viene ricordato ed è facile dare tutto per scontato.
Quelli che smettono di essere grati per la loro vita, cadono vittime di una vita di malcontento, nella loro cultura e nel loro sistema di credenze. Come possiamo essere veramente felici se non siamo soddisfatti della vita che conduciamo ora? Come possiamo apprezzare le nostre famiglie, se non ci ricordiamo di essere grati? Ricordando a noi stessi di essere spesso grati, conduciamo una vita più felice.
Quindi se avete bisogno di motivazioni per una vita migliore o per vivere una vita appagante, dovete ricordarvi di essere grati per quello che avete già e dire a coloro che sono nella nostra vita quello che provate per loro.
Leader evangelico sostiene che la Chiesa SUG non sia una setta
novembre 16, 2011 by Guest Author
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Un importante leader cristiano evangelico, ha preso una forte posizione di pubblica opposizione ai suoi compagni evangelici, che, recentemente, hanno attaccato Mitt Romney per la sua appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, che hanno definito “setta” e “non-cristiana”.
Scrivendo su un Blog della CNN, Richard J. Mouw, presidente del Seminario Teologico della scuola evangelica di Pasadena, in California, dice “permettetemi di dissentire” con quelli che dicono che “esprimere un voto per (Romney), significa promuovere la causa di una setta”.
Per 12 anni, Mouw e il professore della BYU, Robert Millet, hanno co-presieduto un dialogo tra circa 25 evangelici e mormoni, esplorando una varietà di “temi in chiave teologica”, tra i due gruppi.
“Noi evangelici e la nostra controparte mormone, siamo in disaccordo su alcune importanti questioni teologiche” ha continuato Mouw. “Ma abbiamo anche scoperto che alcune questioni non sono, poi, così diverse come pensavamo noi.”
Mouw ha studiato e insegnato corsi sulle sette. Ha detto che le loro caratteristiche includono il disgusto nell’iniziare un “serio e rispettoso dialogo, con le persone con cui non sono d’accordo”. Inoltre, non promuovono l’istruzione scolastica.
“Ma la Brigham Young University è un’istituzione scolastica, con professori che hanno preso i loro dottorati in alcune delle migliori università del mondo” ha continuato Mouw. “Molti dei principali leader della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, hanno un dottorato di ricerca, preso alle scuole della Ivy League. Queste persone parlano con ammirazione dell’evangelico Billy Graham e della cattolica Madre Teresa e delle buone letture evangeliche di C.S. Lewis e di Padre Henri Nouwen, un cattolico. Non è questo il genere di cose che si trova in una setta anti-cristiana”.
La questione se i Santi degli Ultimi Giorni sono cristiani o meno è, secondo Mouw, “una questione complicata.”
“I miei amici mormoni credono cose su cui io non sono d’accordo, ma non sono disposto a dire che la loro teologia non rientri nell’ambito dell’applicazione dell’insegnamento cristiano”, ha scritto Mouw.
“Anche se non sono disposto a riclassificare il mormonismo come innegabilmente in possesso della teologia cristiana” ha continuato “vedo molti dei miei amici mormoni, come seguaci genuini del Gesù che adoro come il Salvatore divino.”
Se il nome di Richard Mouw vi risuona familiare, è perché ha rotto i ranghi degli altri cristiani evangelici, innanzi tutto per quanto riguarda la Chiesa mormone. Nel 2004 ha partecipato a “Una serata di amicizia” presso il Tabernacolo di Salt Lake. All’incontro ha partecipato una folla di evangelici e Santi degli Ultimi Giorni ed è stato caratterizzato da un potente sermone sulla divinità di Gesù Cristo, da parte di un filosofo cristiano di fama internazionale: Ravi Zacharias. Ma molti di coloro che hanno partecipato, ricordano l’osservazione di Mouw, sul fatto che “l’amicizia non è arrivata facilmente tra cristiani evangelici e Santi degli Ultimi Giorni” e ha fatto le sue scuse per gli evangelici che “hanno spesso travisato la fede e le credenze dei Santi degli Ultimi Giorni.”
“Lasciatemi essere chiaro” ha detto. “Noi evangelici abbiamo peccato contro di voi.”
Egli ha osservato che entrambi i gruppi hanno avuto la tendenza a marginalizzare e semplificare le credenze degli altri.
Ci sono altri evangelici che sostengono Mitt Romney, come quelli del sito EvangelicalsForMitt.org.
Il pastore battista Robert Jeffress ha detto, al Vertice dei Valori, che la Chiesa SUG è una setta e che gli evangelici hanno solo una possibile scelta, nella corsa per la nomination repubblicana alla presidenza: il governatore del Texas Rick Perry. Perry preso le distanze da Jeffress e dai suoi commenti.
Anche al vertice degli elettori, Bryan Fischer, dell’Associazione Americana della Famiglia, ha detto: “Abbiamo bisogno di un presidente che crede nello stesso Creatore, in cui hanno creduto i padri Fondatori”. Fischer aveva già detto di non credere che Romney fosse un cristiano.
Romney ha parlato poco prima di Fischer e si è riferito a lui, mentre parlava di civiltà.
“Uno dei relatori che mi seguiranno oggi, ha varcato quella linea, penso” ha detto Romney. “I linguaggi velenosi non portano avanti la nostra causa. Non hanno mai addolcito un unico cuore, né cambiato una sola mente. Le benedizioni della fede hanno la responsabilità del dibattito civile e rispettoso. Il compito che abbiamo davanti a noi, è quello di concentrarci sulle credenze conservatrici e sui valori che ci uniscono. Non lasciamo che gli impegni ci facciano perdere la nostra visione o l’unità che ci distingue”.
Mouw è conosciuto perchè predica la civiltà cristiana, nei discorsi pubblici. Ha anche scritto un libro sull’argomento: “Decenza comune: civiltà cristiana in un mondo incivile”. Egli parla con convinzione della necessità di dialogare e di confrontarsi, in contrapposizione alla retorica e agli insulti.
“Quelli di noi che hanno fatto lo sforzo di coinvolgere i mormoni in conversazioni amichevoli e sostenute, li hanno visti come buoni cittadini, la cui vita di fede spesso mostra qualità che meritano l’etichetta cristiana, anche se continuiamo ad impegnarci in discussioni amichevoli con loro, sulle questioni teologiche cruciali” ha concluso Mouw. “Mitt Romney si merita quello che ogni politico che si candida ad una carica merita: un attento esame delle sue opinioni sulla politica e la sua filosofia di governo, ma lui non merita di essere etichettato come settario”.
Il Tabernacolo di Provo sorgerà dalle ceneri, come tempio
novembre 13, 2011 by Guest Author
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Quando il presidente Thomas S. Monson, della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ha annunciato, Sabato, che lo storico Tabernacolo di Provo sarà ricostruito e trasformato, per essere il secondo tempio SUG di Provo, un sonoro sussulto è risuonato in tutto il Centro Conferenze, a Salt Lake City.
E, evidentemente, anche a circa 40 miglia più a sud.
“Mi ha dato i brividi”, ha dichiarato Scott Heaps, un residente di lunga data di Orem, che stava guardando la conferenza, in televisione, quando è staro fatto l’annuncio. “Questo è fantastico!”
Per Gene Nelson, direttore della Biblioteca Comunale di Provo, l’annuncio è stato un momento di “pura emozione”.
“Penso che ci siano gruppi interi di abitanti di Provo, euforici dopo l’annuncio” ha detto Nelson. “Probabilmente ci sono state molte lacrime, tra cui anche le mie”.
Includiamo anche Denise McGuire, di Provo, tra coloro che hanno pianto.
“La mia parte preferita della conferenza è l’attesa del presidente Monson, che annuncia i nuovi templi” ha detto la McGuire, aggiungendo che è scoppiata a piangere, non appena il presidente Monson ha dato l’annuncio. “Non ero preparata a questo. Non avevo la mia scatola di Kleenex con me”.
Il Tabernacolo, che era stato originariamente costruito tra il 1883 e il 1898, su University Avenue, tra la Center Street e 100 South, è stato distrutto da un incendio, lo scorso Dicembre. L’edificio era un punto di riferimento per la città di Provo, amato e venerato da generazioni di residenti e studenti della BYU che lo adoravano e frequentavano una serie di incontri, concerti e altri eventi.
“Ho avuto il cuore spezzato, dopo l’incendio” ha detto la McGuire. “Ero devastata. Ed è stato sorprendente, perché ho pensato: ‘E’ solo un edificio’. Ma ovviamente significava molto di più, per me, di ciò che pensavo in realtà. Abbiamo fatto delle conferenze di palo, lì. Cantavo lì, quando ero nel coro della BYU. Significava molto per la comunità.”
“Sono stato male, con lo stomaco” ha detto Heaps, parlando di come si è sentito, quando ha sentito parlare di fuoco. “E’ stato lì, per tutta la mia vita, e sapere che era bruciato era qualcosa di molto, molto triste.”
Da quando è bruciato, i residenti e i leader della comunità, hanno chiesto quali piani avesse la chiesa, per il vecchio Tabernacolo. Il sindaco di Provo, John Curtis, ha detto che, anche quando si recava fuori dallo stato, gli veniva chiesto quali fossero i piani della chiesa, per il Tabernacolo.
“C’è stato un gran parlare, su ciò che la Chiesa poteva o non poteva fare” ha detto Nelson. “Molte persone stavano solo sperando e pregando che la chiesa avrebbe salvato l’edificio.”
La speculazione si è intensificata negli ultimi mesi, mentre la chiesa stava lavorando all’acquisizione di proprietà aggiuntive, nella zona del Tabernacolo. Alla fine di Agosto, è stato dato l’annuncio dell’acquisto dei terreni di due aziende, nella zona, il Motel Travelodge e il ristorante Los 3 Amigos. Proprio la settimana scorsa, il Consiglio Comunale di Provo ha deliberato di vendere alla chiesa delle proprietà, su cui sorgeva il vecchio Hotel Roberts. L’hotel venne demolito nel 2004.
Con queste acquisizioni – e altre imminenti acquisizioni – la chiesa sarà proprietaria dell’intero blocco del Tabernacolo, con l’unica eccezione della proprietà delle Poste. La chiesa non ha indicato alcun piano, per l’acquisizione di quella proprietà.
Un comunicato stampa della chiesa ha detto che “i leader della chiesa hanno lavorato con architetti, ingegneri ed esperti storici, per determinare il futuro della costruzione”. La costruzione del nuovo tempio includerà “un completo restauro della parte esterna originale”, simile a quello che è stato fatto quando la Chiesa ha convertito lo storico Tabernacolo del ramo di Uintah, nel Tempio di Vernal, in Utah, durante la fine degli anni ’90.
Il nuovo tempio di Provo è “assolutamente necessario”, ha detto Heaps. “Con i missionari dell’MTC, gli studenti della BYU e la popolazione attiva SUG, sarà un tempio molto utilizzato, anche se c’è già un altro tempio, in città.”
“Sono andata al mattino presto, al Tempio di Provo, per fare i battesimi per i morti, e ho aspettato il mio turno per due ore e mezzo” ha detto Stephanie, la figlia di Heaps. “Sono così impegnati, lì. Un nuovo tempio sarà davvero utile.”
“So che ogni volta che vado al tempio, è sempre pieno e affollato, ma ora si potrà andare in questo” ha detto McGuire. “Sono entusiasta. Sono così felice”.
“Penso che questo dimostri che, al di là di ogni presunta tragedia, il Signore può fare sempre qualcosa di buono” ha detto il Vescovo Randall Stokes, vescovo di un rione di giovani adulti single, a Provo. “Non si può mai pensare che una tragedia sia davvero una tragedia, finchè non si vede dove sta portando.”
Il secondo Tempio di Provo è stato il primo di sei nuovi templi, annunciati durante la sessione della conferenza di Sabato mattina. C’è stato un altro udibile sussulto, quando il presidente Monson ha annunciato un nuovo tempio a Parigi, in Francia. Il desiderio della chiesa e la “speranza” di costruire un tempio a Parigi, erano stati effettivamente annunciati, all’inizio di quest’anno, in risposta alla copertina di un giornale francese, che parlava dei negoziati per le acquisizioni di quell’area. Ma per quanto riguarda i dirigenti della chiesa interessati, l’annuncio di Sabato, durante la conferenza generale, è stato “l’annuncio Ufficiale”.
C’è stata anche un’altra reazione del pubblico – risate – quando il presidente Monson ha annunciato la costruzione di un nuovo tempio in Star Valley, Wyo, e ha detto: “Penso che lo dedicherò io. Si pesca bene lì.”
Il tempio in Star Valley, sarà il primo nello stato del Wyoming.
Più lieve, ma ugualmente sentita, la reazione che ha accompagnato l’annuncio del presidente Monson, di altri tre nuovi templi in Africa – a Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo, e Durban, Sud Africa, e in Barranquilla, Colombia.
Cerimonia del primo colpo di piccone per il Tempio di Sapporo in Giappone
novembre 4, 2011 by Guest Author
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La cerimonia del primo colpo di piccone per il Tempio della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni) a Sapporo, in Giappone, è stata svolta sabato nonostante il vento e la pioggia, segnando l’inizio del terzo Tempio della Chiesa in Giappone ed il sesto in Asia.
L’Anziano Gary E. Stevenson del primo Quorum dei Settanta della Chiesa ha presieduto la cerimonia. E’ stato raggiunto dagli Anziani Micheal T. Ringwood e Koichi Aoyagi dei Settanta.
“Sono grato per questo storico colpo di piccone- nonostante questo acquazzone” ha detto Anziano Steveson. “Ogni cosa oggi è bagnato dalla pioggia, ma lo spirito dei santi non è inumidito per niente. Sono venuti con il loro cuore aperto e con gioia completa mentre hanno visto l’immagine del tempio alla cerimonia del primo colpo di piccone. Si poteva vedere che i loro occhi ed i loro cuori erano pieni di gioia nel sapere che avrebbero avuto una casa del Signore sull’isola.”
Il Tempio giapponese di Sapporo è stato annunciato per la prima volta alla conferenza generale nell’ottobre del 2009 da Presidente Thomas S. Monson. Dedicato nell’ottobre del 1980, il Tempio giapponese di Tokyo fu il primo Tempio in Asia. Il Tempio di Fukuoka è stato dedicato nel 2000 e diventò l’ottantottesimo tempio nel mondo.
La Chiesa, che è in Giappone dal 1901, ha 125’000 membri divisi in 286 congregazioni.
La Chiesa S.U.G. aiuta i guatemaltechi comprando stufe, riducendo il consumo di legno
novembre 1, 2011 by Guest Author
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Nella collina fuori di Senahu, nel Guatemala del nord, gli alberi stanno scomparendo velocemente.
Infatti, tra il 1990 ed il 2005, il 17% delle foreste tropicali del Guatemala sono sparite- la quarta peggiore percentuale del mondo.
Blas Cuz e sua moglie Magdalena vivono vicino alla collina nel villaggio di Seamay in una piccola capanna che guarda verso la valle. Per la maggior parte della loro vita Blas e Magdalena hanno passato svariate ore ogni settimana a raccogliere legna per cucinare.
“Facciamo molta strada per prendere legna per il fuoco e ci rendiamo conto che nel prendere legna stiamo danneggiando la natura,” ha detto Magdalena.
Nei villaggi molti Guatemaltechi cucinano su dei bracieri all’aperto che consumano il legno a livelli allarmanti. Una soluzione potrebbe essere la nuova stufa che Cuz ha installatato recentemente nella sua cucina. L’ha comprata con l’aiuto della Chiesa di Gesù Cristo e della Fondazione di Soccorso Maya, un’istituzione benefica basata in California.
“Queste stufe hanno svariati scopi” ha dichiarato Carlos Barrios, direttore della Socorro Maya. “ Uno di questi, è di ridurre i consumi della legna da ardere. Il secondo è di eliminare il fumo cosi che le donne che cucinano ed i bambini che sono in cucina non contraggano infezioni ed irritazioni polmonari. L’altro ulteriore beneficio è che queste stufe salvano 12 alberi all’anno, per famiglia.”
Durante lo scorso anno la Fondazione di Soccorso Maya e la Chiesa di Gesù Cristo hanno portato le stufe nelle case di 100 persone a Seamay, che hanno pagato un terzo del loro costo.
“La stufa è un bene” dice Blas Cuz Coc del comitato dell’acqua di Seamay. “Eravamo abituati ad usare due carichi di legna a settimana. Ora ne usiamo solo uno. Quindi è stato molto utile in quel senso. Ha avuto un buon impatto.”
Le stufe inoltre rendono le case più sicure per i bambini. L’esposizione al fumo causa all’incirca il 22% della morte dei bambini di meno di cinque anni in Guatemala, e gli ospedali spesso vedono ferite causate dai fuochi aperti.
“ Da quando abbiamo una nuova stufa, non ho più mal di testa ed i miei occhi non bruciano più.” Ha affermato Magdalena.
L’obbiettivo di portare delle stufe a Seamay è parte di uno sforzo più grande della Chiesa di Gesù Cristo di migliorare la vita nel villaggio.
“Cosi l’altra parte di lavoro che abbiamo fatto è concentrato sulla crescita economica,” ha dichiarato Anziano John F. Curtiss, missionario volontario umanitario della Chiesa S.U.G..
Tradizionalmente, una finca – piantagione di caffè- era una delle poche possibilità per le persone della valle di nutrire le loro famiglie. Ma ora in molti stanno cercando nuovi modi di sostenersi con l’aiuto della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.
Il nuovo commercio di Federico Call è solo un esempio dei tanti diversi modi di auto sostenersi. La sua fattoria di polli produce dalle 70 alle 90 uova al giorno, che lui poi vende al mercato.
“Grazie ai servizi umanitari, sono loro che ci hanno aiutato ad iniziare l’impresa.” Ha detto Call. “La formazione è stata molto importante. Avevamo bisogno di capire come prenderci cura degli uccelli. Sono state informazioni di gran valore.”
Seamay, in Guatemala, è solo uno dei piccoli villaggi nei grandi angoli dimenticati del mondo. Ma rappresenta il lavoro umanitario che la Chiesa S.U.G. svolge ogni giorno dall’Africa all’India.
“La cosa più grande che è successa con questo progetto, era che funzionavano realmente. Ed ora loro sanno che possono avere una scuola” affermò Anziano Don R. Clarke del Primo Quorum dei Settanta della Chiesa di Gesù Cristo.
La Chiesa ha aiutato il villaggio di Seamay a cambiare per sempre. Ma hanno solo aiutato. Il vero lavoro è stato svolto dagli abitanti del villaggio stessi. Hanno portato acqua pulita alle loro case, stanno costruendo una nuova scuola e salvando la foresta intorno a se. E’ una lezione di auto affidamento ed un promemoria che con un po’ di patrocinio, il cambiamento è possibile dappertutto.
“Penso che il modo in cui i progetti sono portati avanti, hanno una struttura tale per cambiare la vita delle persone” ha dichiarato Curtiss. “Perché li lasciamo liberi di avere una vita molto più produttiva.”

