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La Chiesa aiuta l'Africa orientale, durante la carestia

agosto 22, 2011 by  
Filed under Come aiutare, Notizie della Chiesa

Oltre 11,5 milioni di persone, in Africa orientale, hanno urgente bisogno di assistenza e le condizioni climatiche attuali sono le più aride registrate negli ultimi 50 anni. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sta lavorando con altre varie organizzazioni, per offrire sollievo.

Nel corso degli ultimi due anni, il Corno d’Africa ha vissuto due stagioni consecutive di siccità, con conseguente estrema scarsità di cibo, nella zona. I rapporti delle Nazioni Unite, dicono che oltre 11,5 milioni di persone sono gravemente colpite dalla siccità, nelle zone della Somalia, del Kenya, dell’Etiopia, del Gibuti e dell’Uganda.

Più di due milioni di bambini hanno bisogno di cibo e il numero di persone bisognose dovrebbe aumentare sensibilmente, mentre le condizioni di siccità continueranno nel prossimo futuro. I funzionari delle Nazioni Unite dicono che non c’è possibilità di miglioramento, fino al prossimo anno.

Tutti i missionari e i membri dei paesi colpiti, sono al sicuro e i detentori del sacerdozio e gli operatori umanitari locali, stanno lavorando con partner certificati, per coordinare la distribuzione degli aiuti in Somalia, Etiopia e Kenya.

Causa ed Effetto

Nate Leishman, un dirigente dei servizi di emergenza nel settore umanitario della Chiesa, ha citato le statistiche che mostrano che il Corno d’Africa ha vissuto due anni di precipitazioni inferiori alla media.

“La gente è letteralmente in fuga dalle proprie aree, perché non riesce a trovare del cibo, nella propria zona” ha detto.

Molte persone stanno lasciando la Somalia, dove le condizioni della siccità sono le peggiori e sono aggravate dai disordini civili. I problemi della sicurezza rimangono le sfide principali, per gli operatori umanitari.

Il più grande complesso al mondo di campi profughi di Dadaab, in Kenya, è già pieno, con una stima di 383.000 persone che vi abitano. Circa 70.000 persone vivono al di fuori del complesso, a causa della mancanza di spazio e di rifornimenti, con altre 1.300 in arrivo, ogni giorno.

Il Dollo Ado dell’Etiopia, un altro complesso di campi profughi, vede l’arrivo di 1.000-1.500 profughi provenienti dalla Somalia, ogni giorno. A Gennaio di quest’anno, un campo ha superato la propria capacità, con oltre 38.000 persone. Tre campi ora contengono circa 120.000 persone.

Dana e Robin O’Crowley, direttori del paese per gli aiuti umanitari della Chiesa, in Etiopia, hanno stimato che, entro la fine dell’anno, Dollo Ado avrà circa 200.000 rifugiati, in cinque campi.

All’interno della città-campo, i rifugiati hanno accesso agli integratori, all’acqua, al cibo e al nutrimento, ma chi arriva dopo giorni e settimane di viaggio, a volte scopre che ci può volere più di un mese per essere registrato e poter entrare nel campo.

“Le persone con soli quattro o cinque giorni per arrivare al campo, a volte si trovano a dover aspettare tre settimane per essere registrati”, ha detto sorella O’Crowley.

In Kenya, i missionari Dick e Janet Tittle, commentano gli ostacoli di cui si occupano quotidianamente, nel tentativo di offrire aiuti e aumentare la fiducia in sè stessi, delle persone.

Qualsiasi aiuto nei campi, deve essere coordinato con una delle agenzie che gestiscono il campo, quali le Nazioni Unite, l’UNICEF o il World Food Program. Inoltre, la Chiesa cerca di fare in modo che alcuni fondi  vengano destinati a progetti di rilievo e utilizzati per fornire l’aiuto necessario a chi è nel bisogno.

Gli sforzi della Chiesa nell’aiutare

Thabo Lebethoa è il responsabile della Chiesa, per gli aiuta alla zona del Sud-Est dell’Africa. Da Johannesburg, in Sud Africa, lavora con i dipendenti e gli altri dirigenti della Chiesa, così come con le organizzazioni locali non governative, per valutare la situazione in Etiopia, Kenya e Somalia.

Come parte della risposta alla richiesta di aiuto, la Chiesa sta lavorando su un pacchetto di aiuti umanitari.

Fratello Leishman ha confermato che la Chiesa si coordinerà con le altre organizzazioni per l’acquisto di cibo a livello locale in Etiopia, Kenya e Somalia e, poi, renderà disponibile del cibo nelle aree più bisognose. Si stima che il 70% degli aiuti saranno di tipo alimentare, il restante 30% sarà composto da medicine, rifornimenti e ripari.

La Chiesa sta coordinando diversi gruppi, per raggiungere quante più persone possibili, ha detto fratello Leishman.

In aggiunta agli aiuti che la Chiesa sta inviando a questi paesi, sono in corso dei progetti umanitari per migliorare la qualità della vita e aumentare la fiducia in sè stessi. I piani sono già in cantiere, per fornire l’assistenza nelle iniziative sulla salute, tra cui fornire l’acqua pulita, la cura della vista, le cure dentali e le sedie a rotelle.

In Etiopia, per esempio, ha focalizzato O’Crowleys, è ora in atto un progetto per l’acqua, tramite la perforazione del terreno, per creare dei pozzi, l’installazione di pompe e la sanificazione delle fonti d’acqua. Finora, quest’anno, sono stati completati ben sei progetti, che servono 350.000 persone, sono state fornite sedie a rotelle, per 250 persone, e addestrate 1.800 persone alla rianimazione neonatale.

Il modo migliore di aiutare, per i membri, ha detto fratello Lebethoa, è contribuire al fondo umanitario della Chiesa.

Speranza nei momenti difficili

“Il Vangelo è molto importante, in quanto può contribuire ad aumentare la consapevolezza… per quanto riguarda la nostra responsabilità come popolo, dobbiamo cercare i poveri e i bisognosi, tra noi, e contribuire a soddisfare le loro esigenze” ha detto fratello Lebethoa.

“La nostra impressione dei Santi, qui, è che la loro fede sia una fede molto forte, per affrontare le avversità di essere così isolati e avere il minimo indispensabile, come sostegno, e, tuttavia, il vangelo è il centro della loro vita ed essi cercano di essere così obbedienti e giusti ” è stato scritto sul loro blog, a marzo.

In Kenya e in Etiopia, i volontari della Chiesa stanno aiutando i membri della Chiesa e i non membri, allo stesso modo, ed insegnano loro ad essere autosufficienti ea  lavorare per migliorare la loro qualità della vita.

“Insegnare alla gente come aiutare sè stessi, questo è il nostro obiettivo fondamentale” ha detto l’anziano Tuttle.

Leader musulmani ringraziano il Presidente Uchtdorf

agosto 22, 2011 by  
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Tra circa 800 partecipanti al Los Angeles World Affairs Council, ad ascoltare le osservazioni del presidente Dieter F. Uchtdorf, il 25 maggio, c’erano più di 30 leaders musulmani del sud della California.

Molti musulmani sono stati in grado di ringraziare personalmente il presidente Uchtdorf, il secondo consigliere della Prima Presidenza, per l’amicizia della Chiesa SUG con i musulmani e per il supporto che sentono, da parte della chiesa, nella lotta contro i pregiudizi e nella promozione della buona volontà.

Il presidente Uchtdorf aveva, originariamente, incontrato alcuni dei leader, in seguito agli eventi dell’11 settembre 2001. In quel momento, era il presidente della zona Nord Ovest dell’America, per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, e chiese di incontrarsi con i leader musulmani, in una moschea nel sud della California. Egli espresse preoccupazione per i musulmani, per i molti pregiudizi che le loro famiglie stavano vivendo. E fece sapere loro che anche il popolo SUG aveva dovuto imparare a far fronte al pungiglione dell’ingiusta persecuzione e che lui, come tedesco, era cresciuto ingiustamente perseguitato, dopo la seconda guerra mondiale.

Alla cena del World Affairs Council, i leader musulmani hanno ringraziato per i progetti umanitari della Chiesa mormone, nei loro paesi di provenienza.

“Dal peggior terremoto che ha colpito il Pakistan, nel 2005, attraverso le inondazioni disastrose più recenti, la Chiesa mormone è stata con noi, per aiutare le persone nelle nostre città e nei nostri villaggi più remoti” ha detto Saghir Aslam. “Siamo venuti questa sera per esprimere il nostro ringraziamento.”

Il leader del Consiglio della Shura del Sud California, Shakeel Syed, ha detto: “Il messaggio del Presidente Uchtdorf, sul rispetto reciproco e l’amore tra la famiglia umana, risuona con i miei valori islamici. Prego che i musulmani e i mormoni continuino a sostenere questi valori universali e a condividerli con il mondo. Siamo benedetti, nel portarli insieme nelle nostre comunità.”

Molti pali, nel sud della California, hanno avuto delle attività congiunte, con i loro vicini musulmani, facendo progetti umanitari, cene interreligiose, attività per i giovani e visite alla Moschea. I membri SUG hanno parlato favorevolmente dei loro vicini musulmani, nei consigli comunali, negli incontri interreligiosi, ai media e su Internet.

Nuovo training sul campo, per i missionari, aumenta l’esperienza all’MTC

agosto 22, 2011 by  
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A partire da agosto, un nuovo programma porterà ad ulteriori 12 settimane di formazione, per i missionari che hanno appena lasciato l’MTC (il Centro di Formazione Missionario), per il campo di missione.

Richard Heaton, direttore dell’MTC di Provo, ha spiegato che la nuova formazione sul campo non è una nuova programmazione, ma piuttosto un’estensione della formazione che i missionari ricevono all’MTC.

“Il manuale “Le prime 12 settimane”, insieme a “Predicare il mio Vangelo”, fornisce ai nuovi missionari le risorse di cui hanno bisogno nella maggior parte delle loro prime 12 settimane” ha detto. ”E’ una tabella di marcia, su come raggiungere la massima produttività e diventare pienamente funzionali, come servi del Signore, il più rapidamente possibile.”

I Presidenti di missione devono iniziare, quasi immediatamente, ad attuare la formazione sul campo, con il nuovo materiale per i missionari, che comprende tre documenti di formazione e nuovi video di studio.

Istruzioni per i Presidenti di missione consiglia come implementare la formazione per i nuovi missionari. Tempo e distanze permettendo, i presidenti di missione dovrebbero formare i missionari che devono formare i nuovi arrivati, prima che essi incontrino i loro nuovi compagni. Poi, i presidenti di missione dovrebbero formare i nuovi missionari, insieme ai loro compagni.

Questo opuscolo sottolinea la differenza tra la formazione ricevuta all’MTC e quella che si terrà su campo: “La formazione all’MTC si concentra sul formare missionari con molte opportunità di insegnare… Le prime 12 settimane, su campo, si concentreranno sulle importanti dottrine delle lezioni missionarie, presenti nel capitolo 3, di Predicare il mio Vangelo.”

Tuttavia, la formazione sul campo cerca di unire la formazione ricevuta all’MTC con i suoi insegnamenti, in una perfetta continuazione di lezioni e di apprendimento.

“I missionari potrebbero dire, ai loro compagni: ‘Lascia perdere. Qui, facciamo in questo modo’”, ha dichiarato Tracy Watson, direttore del Dipartimento missionario per il proselitismo della Chiesa. ”La formazione su campo dei nuovi missionari, fornisce una base che aiuterà un nuovo missionario ad insegnare con potere e contribuire allo sforzo complessivo, in modo molto più significativo di prima.”

Le quattro pagine di Istruzioni per Formatori inizia con questo ammonimento: “La responsabilità di formare un nuovo missionario è un impegno sacro datovi dal presidente di missione e dal Signore. Il primo compagno di un missionario ha una profonda e duratura influenza sullo sviluppo degli atteggiamenti del missionario, sulle abitudini e la capacità di raggiungere il suo scopo.”

L’”allenatore” di ogni nuovo missionario riceverà una copia del libretto, che dà suggerimenti su come essere un esempio positivo e sulle linee guida per studiare e fare del proselitismo insieme, per la formazione di un nuovo missionario, sugli ulteriori 60 minuti di studio richiesti nelle prime 12 settimane, sullo studio personale e la lingua da studiare. I nuovi missionari e i loro formatori sono tenuti a formarsi insieme ogni giorno, spiegare, dimostrare, praticare, valutare e mettere in pratica i principi del manuale “Predicate il mio Vangelo”.

Negli studi in sei missioni degli Stati Uniti, fratello Heaton ha detto che il Dipartimento Missionario è stato incoraggiato da come i nuovi missionari hanno prontamente accettato la sfida di muoversi più velocemente.

“Abbiamo visto i nuovi missionari molto più impegnati e coinvolti nel progresso spirituale dei loro contatti, in confronto a quello che abbiamo visto prima” ha detto. ”Li abbiamo visti studiare in modo più efficace e ottenere molto di più, da Predicare il mio Vangelo, di quanto non abbiano fatto in passato. Il loro livello nel trovarsi a loro agio nel partecipare e la loro disponibilità ad assumere la guida del programma, sono aumentati.”

In questi studi, molti compagni anziani hanno commentato che i loro nuovi compagni missionari stavano progredendo molto più rapidamente di quanto loro, i compagni senior, avessero datto quando erano nuovi missionari.

Le prime 12 settimane è il terzo libretto del nuovo programma e viene fornito a ciascun nuovo missionario e al suo formatore.

Inizia con una richiesta fatta al nuovo missionario. ”Si continua a costruire sulle fondamenta stabilite all’MTC, capire e vivere tutti i principi del lavoro missionario, che si trovano nel manuale Predicare il mio Vangelo” si legge. ”Sforzatevi di diventare il tipo di missionario che potrebbe, se chiamato, addestrare un nuovo missionario, entro la fine delle vostre prime 12 settimane, sul campo di missione”.

Per le prime 12 settimane, i nuovi missionari e i loro formatori seguono un programma di studio proposto dal manuale, che elenca quali sezioni e argomenti studiare in “Predicare il mio Vangelo”. Esso fornisce, inoltre, suggerimenti su come i nuovi missionari possano applicare ciò che stanno imparando, durante il loro proselitismo.

Fratello Watson ha già visto il successo che proviene dai materiali di formazione sul campo e ha detto che essi stanno cambiando la cultura delle missioni in modo significativo e positivo.

“Ho assistito ad un insegnamento di un nuovo missionario, nel primo giorno della sua chiamata, dato con un tale profondo effetto sulla persona a cui stava insegnando, che è stata, poi, battezzata” ha detto. ”Abbiamo anche visto che questo approccio eleva il potenziale di tutti i missionari.Su tutta la linea, i nuovi missionari hanno avuto insegnanti di gran lunga migliori di quelli che avevamo visto prima, si sono adattati in modo più rapido alla vita della missione e sono stati in grado di partecipare a incarichi di leadership molto prima.”

Il manuale si concentra su otto “Fondamenti di Predicare il mio Vangelo: L’insegnamento più efficace”:

- La dottrina di Cristo: gli scopi del missionario
- Il ruolo dello Spirito Santo nella conversione
- La Rivelazione attraverso la preghiera
- La Rivelazione attraverso il Libro di Mormon
- La Rivelazione attraverso la frequenza in chiesa
- L’insegnare “alle persone”, non “le lezioni”
- Noi invitiamo, loro decidono, noi seguiamo
- Come cominciare a insegnare
Le prime 12 settimane per i nuovi missionari e i formatori comprende anche degli studi da fare con il compagno di missione, come, ad esempio, guardare i video presenti su un DVD di accompagnamento. ”Predicare il mio Vangelo e utilizzare il DVD, è parte integrante della formazione su campo, dei nuovi missionari” dice una lettera del Dipartimento dei Missionari. ”Lettori DVD portatili sono stati inviati a tutte le missioni, tra inizio Giugno e metà Agosto 2011. Ogni missione riceverà un lettore DVD portatile per ogni coppia di missionari.”

Nel mese di Agosto, il programma sarà lanciato in inglese, spagnolo e portoghese. Le altre lingue arriveranno nei mesi seguenti.

“Questo programma di formazione sul campo aiuta i missionari a diventare più completi, allineando la formazione che avviene all’MTC, con la formazione che si verifica sul campo” ha sottolineato fratello Heaton. “Come nuovi missionari, impegnarsi in questo processo renderà semplice cercare, riconoscere e agire di conseguenza, seguendo l’ispirazione dello Spirito Santo”.

Fratello Watson lo vede come un adempimento della promessa del Signore di “affrettare il suo lavoro, nel suo tempo” (DeA 88:73). “Non c’è dubbio che questo cambiamento abbia un grande potenziale per rendere possibile questa accelerazione del lavoro. Credo che vedremo più convertiti entrare nella Chiesa, a causa di questa formazione e di questa esperienza di apprendimento “.

Il potere del Libro di Mormon, in Brasile

agosto 14, 2011 by  
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Un’email recente, da una sorella missionaria in servizio in Brasile, mi ha ricordato la presenza, a livello mondiale, del vangelo di Gesù Cristo, e la sua espansione in molte parti del mondo.

Ero a conoscenza che non possiamo mai veramente sapere chi abbraccerà o no il vangelo di Gesù Cristo e l’amore che il Salvatore ha per ogni individuo che abbia mai vissuto o vivrà sulla terra. L’e-mail illustra la forza che viene dallo Spirito, quando Egli è con noi, e testimonia il dinamismo intrinseco del Libro di Mormon.

Sorella W., nella missione di Brasilia, in Brasile, ha scritto che si è imbattuta in una donna, Ana, che era “super anti-mormone”, avendo sentito tante falsità sulla chiesa. Sorella W. e la sua collega hanno chiesto ad Ana se potevano insegnarle e chiarire i malintesi e il processo e finito con la sua partecipazione alle riunioni e con l’insegnamento a suo fratello, che vive nelle vicinanze.

Il fratello era entusiasta di tutto ciò che aveva imparato. Leggeva il Libro di Mormon e “ha pregato ed è stato praticamente trasformato, in una notte.” Mentre lui si preparava al battesimo, sono “tornate ad insegnare” a sua sorella, temendo che Ana avrebbe cercato di dissuaderlo dall’essere battezzato, a causa delle sue convinzioni sbagliate, sulla chiesa.

La sorella missionaria ha descritto quanto segue: “Siamo andate da lei, con lo scopo di ammorbidirla, fino al battesimo di suo fratello, ma quando siamo arrivate ​​e ci siamo sedute, lo Spirito ha suggerito una lezione in una direzione completamente diversa”. Insieme hanno letto passi del Libro di Mormon, ma Ana “precedentemente aveva rifiutato che ci fosse qualche possibilità che il Libro di Mormon fosse la parola di Dio, insieme alla Bibbia.”

Mentre leggevamo i primi passaggi del Libro di Mormon, sulla fede, esse hanno cambiato argomento e hanno iniziato a “leggere e spiegare un versetto della Bibbia, in relazione con un passaggio del Libro di Mormon”, perché il Libro di Mormon migliora la comprensione del significato di quel passo biblico. La donna ha iniziato a piangere e, sopraffatta dall’emozione, ha spiegato che “questa era una risposta alla sua preghiera.”

Ana stava sperimentando alcuni problemi seri e, una notte o due prima, “aveva aperto la Bibbia e letto un passo delle Scritture, ma non lo aveva capito.” Tuttavia, le sorelle missionarie avevano “spiegato quello che non capiva… Alla fine non poteva smettere di ringraziarci”.

Ana ha detto alle sorelle: “Per favore, continuate ad insegnarmi. Prometto che presterò attenzione, ora. So che voi due siete state inviate da Dio, qui, stasera, e so che quello che mi avete insegnato è vero. Cos’altro posso leggere, del Libro di Mormon, e prometto che lo leggerò?”.

Le sorelle hanno invitato Ana a leggere Alma 32, il grande discorso sulla fede di Alma e, non potendo restare più a lungo, hanno promesso di tornare il giorno successivo. Lei ha risposto: “OK, bene, ma a che ora volete venire? Potete venire alle 4:00 p.m.? So che è importante e non voglio perdere la vostra visita, va bene alle quattro? Mi dispiace tanto, ma quando vi ho viste nella mia porta non volevo invitarvi ad entrare ed ora non vedo l’ora che torniate”.

Le sorelle hanno rassicurato Ana che sarebbero tornate e, mentre uscivano, le ha richiamate, per dir loro: “Bene, non siate in ritardo.”

Sorella W. ha concluso così la sua e-mail: “Comunque, era dolce. Il Libro di Mormon è vero. Cambia la nostra vita! Una volta, il nostro presidente di missione ha detto: ‘Noi non diamo alla gente il Libro di Mormon, in modo che leggano un paio di scritture. E’ un dono di Dio per cambiare la nostra e l’altrui vita. Leggetelo, studiatelo, meditate e vivete i suoi principi.” Amen Presidente!”

Se amiamo veramente il nostro prossimo, se desideriamo sperimentare un mondo più pacifico e amorevole, non dimentichiamo il potere del Libro di Mormon e i meravigliosi cambiamenti che si verificano nella vita, quando abbiamo l’occasione di condividere con gli altri, a Brasilia, in Brasile, a Ulaanbaatar, in Mongolia, a Dresda, in Germania, a Kyoto, in Giappone, a Bangalore, in India, nei luoghi in tutto il mondo, le parole della vita e della nostra testimonianza del Vangelo di Gesù Cristo.

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