Il caso della libertà religiosa
maggio 30, 2011 by Guest Author
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All’inizio di questo mese, a Roma, la professoressa di Harvard, Mary Ann Glendon, ha parlato con coraggio della libertà religiosa, dicendo che essa “va al cuore stesso del significato dell’essere umani”.
La professoressa Glendon stava parlando ad una conferenza internazionale, dal titolo “Diritti Universali in un mondo di diversità: il caso della libertà religiosa”. Si tratta, infatti, di un “diritto universale”, proprio perché la libertà religiosa è centrale per l’essere umano e per sostenere una società libera e giusta.
La religione ha dato la speranza all’umanità, uno scopo, un’aspirazione e la compassione. La libertà di religione è il diritto umano inalienabile di scegliere e di vivere secondo le convinzioni più profonde e più centrali, che ogni essere umano detiene, e secondo i propri valori. In tal modo, la libertà religiosa non è solo la tolleranza delle credenze altrui (o delle non-credenze). In realtà, è la base morale di una società libera, dove sono rispettate fedi concorrenti e hanno tutte il permesso di prosperare. Essa genera una coesione sociale e di civiltà, riconoscendo che ogni individuo, associazione o gruppo di fede, non importa quanto grande e importante, è sicuro e protetto nel suo diritto, come qualsiasi altra persona, associazione o gruppo di fede, non importa quanto piccolo e insignificante.
Dallin H. Oaks, un apostolo della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, sostiene che la libertà religiosa sia un “diritto umano fondamentale”.
Ma le sfide alla libertà religiosa sono reali e sempre più frequenti. In molti paesi, dice la professoressa Glendon, la libertà religiosa viene “inventata da una serie di altri diritti e interessi.” Anche nei paesi democratici, i credenti stanno vivendo “emarginazione e discriminazione.”
Queste sono le conseguenze, continua la Glendon, quando “figure autorevoli… ritraggono la religione come fonte di divisione sociale e trattano la libertà religiosa come un diritto di seconda classe” e contrappone un crescente corpo di evidenze empiriche che suggerisce fortemente il contrario:
“Alcuni studi indicano che la violenza tende effettivamente ad essere maggiore nelle società dove è soppressa la pratica religiosa e che la promozione della libertà religiosa, in realtà, porti avanti la causa della pace, attraverso la riduzione dei conflitti interreligiosi”.
“Recenti ricerche nelle scienze sociali, suggeriscono anche che esista una correlazione positiva significativa, tra i livelli di libertà religiosa e le misure di altri beni economici, sociali e politici, mentre, al contrario, la negazione della libertà religiosa è correlata con la negazione di tali beni.”
“Uno studio conclude che ‘la presenza di libertà religiosa in un paese, è correlata con la longevità della democrazia’ e con la presenza della libertà civile e politica, con la promozione della donna, la libertà di stampa, l’alfabetizzazione, una mortalità infantile più bassa e maggiore libertà economica”.
Uno studio internazionale del Pew Forum on Religion & Public Life, ha rilevato che quasi il 70% di tutto il mondo, 6,8 miliardi di persone, “vive in paesi con forti restrizioni sulla religione.” Negli Stati Uniti, le questioni sulla libertà religiosa sono complesse e spesso inquietanti. Questo può essere particolarmente vero se pensiamo al tentativo di risolvere la questione su “quali pari diritti dare e quali diritti religiosi proteggere”, come ha osservato l’anziano Oaks.
In una comunità sempre più pluralista, come la società americana e mondiale, il ”problema di promuovere abitudini di rispetto e di tolleranza, per le religioni altrui, resta acuto”, dice la professoressa Glendon. E’ quella stessa pluralità che rende critica la libertà religiosa e la sua difesa.
Continuano gli aiuti della Chiesa: furgoni, zaini scuola per aiutare le vittime del disastro del Giappone.
maggio 25, 2011 by Guest Author
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Anziano Costa e Anziano Stevenson fanno visita alle comunità devastate.
ONAGAWA, GIAPPONE.
“Non ho mai visto niente come questo!”
Queste erano le parole di Anziano Claudio R. M. Costa, membro della Presidenza dei Settanta, mentre stava lì e guardava la devastazione del villaggio di Onagawa sulla costa nord-est del Giappone.
Lui e Sorella Margareth Costa hanno viaggiato fino alla piccola cittadina il 9 maggio, come tappa nel loro viaggio attraverso il Giappone. Onagawa è stata quasi spazzata via nello tsunami che ha raggiunto la terraferma poco dopo il terremoto di magnitudo 9.0 che ha scosso il paese l’11 marzo. Il dieci percento della popolazione della cittadina – approssimativamente 1000 persone – è morto o disperso in conseguenza a questo disastro.
Anziano e Sorella Costa, viaggiando con Anziano Gary E. Stevenson, membro dei Settanta e Presidente dell’Area Asia Nord, e sua moglie, Sorella Lesa Stevenson, hanno fatto visita al sindaco di Onagawa e hanno fatto dono alla cittadina di cinque furgoni che possono essere usati per trasportare i cittadini per fare la spesa, per recarsi ai bagni pubblici, e per andare dai loro medici.
Anziano Stevenson e Takashi Wada, il Direttore degli Affari Temporali di Area, hanno visitato la cittadina ancor prima, per consegnare occhiali da vista e cedole per le ricette mediche per sostituire quelle perdute quando lo tsunami ha spazzato via tutte le case e i possedimenti di buona parte della popolazione. Quando hanno chiesto al sindaco di cosa avesse maggior bisogno, quest’ultimo ha spiegato che uno dei problemi più grandi era il trasporto, dopo che molte delle macchine nella città erano state spazzate via.
Anziano Stevenson ha offerto di fornire i furgoni. Anziano Costa ha mantenuto quella promessa durante la visita.
Anziano Costa ha camminato attraverso un grande centro per rifugiati, dove 799 persone vivevano insieme sul pavimento di una palestra. Ogni famiglia aveva pochi metri quadrati sul pavimento con le coperte e i vestiti ricevuti come parte dell’azione di soccorso. Ogni spazio era sezionato con del cartone tagliato a pezzi, a formare muri e porte alte circa 1 metro e 20 cm, che offrivano davvero poca privacy. Questa è stata la loro casa dall’11 marzo e continuerà a esserlo fino a che gli alloggi temporanei saranno completati e distribuiti per estrazione nel corso dei prossimi mesi.
Anziano Costa ha visitato alcuni dei rifugi temporanei, trovandoli piccoli e molto essenziali.
Sorella Costa e Sorella Stevenson hanno visitato una scuola elementare, dove hanno donato al direttore gli zaini scuola per i bambini. Questi zaini erano stati fatti a mano dalle sorelle delle varie unità della Chiesa di tutto il Giappone.
Anziano Costa ha espresso la sua incredulità per la devastazione in Onagawa, durante la sua visita ai resti della cittadina – una grossa barca che aveva rovinato il canale, macchine sui tetti degli edifici, e un treno che si era fermato sulla sommità di un cimitero a più di 30 metri sul livello dell’oceano.
Nello sforzo di fornire assistenza alle vittime di ciò che è ora chiamato “Il Grande Terremoto dell’Est del Giappone”, la Chiesa ha fatto delle donazioni alla Croce Rossa giapponese e a tre delle prefetture colpite dalla crisi. Ha inoltre acquistato viveri e consegnato una grossa quantità di beni donati – superiore a 200 tonnellate. Circa 10.000 volontari della Chiesa hanno donato 100.000 ore di servizio. Anziano Costa ha detto, “Riferirò al Vescovato Presiedente che c’è grande bisogno di assistenza e che il denaro è speso bene.”
Mentre era in Giappone, Anziano Costa ha presieduto alle conferenze di palo a Yokohama e a Kumamoto, al Seminario dei Presidenti di Missione di Area e a una conferenza di missione a Sapporo. Lui e Sorella Costa hanno parlato durante un caminetto a Sendai, vicino all’epicentro del terremoto, dove molti membri erano stati colpiti dal disastro. Citando la sezione 88 di Dottrina e Alleanze, Anziano Costa ha detto, “Nel 1832, il Signore…sapeva cosa sarebbe successo qui…ed Egli ci mandò il Suo messaggio per procurare pace ai nostri cuori…e per conoscere meglio il Dio che adoriamo.”
Egli ha spiegato che coloro che sono ritornati alla Sua presenza hanno anche una più grande pace nei loro cuori.
“L’intero mondo sta pregando per voi…posso vedere un luminoso futuro qui. Quando siamo arrivati alla stazione qualche minuto fa, ho visto tanta vita e le persone con un forte desiderio di andare avanti e di fare del loro meglio. Sono grato per il vostro desiderio di servire Dio, e sono assolutamente certo che il Signore continuerà a benedirvi.”
Un sito porta il negozio della Chiesa, ai membri di tutto il mondo
maggio 2, 2011 by Guest Author
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L’accesso ai materiali della Chiesa mormone o Chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli ultimi giorni, è diventato molto più facile, per migliaia di membri, grazie all’aggiunta delle lingue francese, tedesco e italiano, sul sito store.LDS.org.
Il negozio online è fornito di materiali che possono aiutare con lo studio, la musica, i media, l’arte, gli abiti, l’abbigliamento del tempio e altre risorse, tutto a portata di mano dei membri.
Store.LDS.org sostituisce ldscatalog.com, che era stato, originariamente, pubblicato in inglese, russo e spagnolo, ma adesso sono disponibili anche il francese, il tedesco e l’italiano.
Inoltre, la spedizione gratuita è diventato, adesso, disponibile anche per l’Europa e la aree dell’Europa dell’est, come pure per l’area del Sud Africa (Mauritius, Réunion, e Sud Africa).
“Stiamo davvero cercando di fare tutto il possibile, affinchè il materiale della Chiesa e i suoi servizi, possano essere direttamente accessibili al maggior numero di membri”, ha detto Dennis Chidester, specialista delle comunicazioni, per il sito store.LDS.org.
Una maggiore funzionalità del sito migliora anche l’accesso dei membri ai materiali della Chiesa. Le caratteristiche principali del negozio on-line sono di poter fare ordini da sé, avere una consegna diretta, ordinare un maggior numero di capi di abbigliamento sacri, avere accesso on line alle pubblicazioni della Chiesa e avere il supporto clienti, in multilingua.
I visitatori del sito iniziano identificando il loro paese. Vengono poi mostrati i prodotti disponibili, nella lingua principale del paese, con tutti i prezzi indicati nella valuta locale. Ogni elemento non disponibile in quella lingua, viene elencato nelle altre lingue in cui è disponibile.
I materiali viaggiano in tutto il mondo, gratuitamente. Alcuni materiali, su store.LDS.org, sono gratuiti e possono essere scaricati direttamente dal sito web, inclusi i fogli dei gruppi familiari, «La famiglia: un proclama al mondo», e i fogli per monitorare il progresso delle giovani donne. Il negozio online presenta anche un link, per determinati prodotti in LDS.org, come le Scritture, che sono disponibili in diversi formati.
“Store.LDS.org è progettato per aiutare i genitori a stabilire delle famiglie giuste, per aiutare i consiglieri di palo e di rione a rafforzare le famiglie e stabilire dei forti pali di Sion e di aiutare tutti coloro che sono alla ricerca della verità e della giustizia”, ha detto Fratello Chidester, parlando dello scopo del negozio online.
Per l’acquisto, si richiede agli utenti di accedere con un account LDS, per verificare se un utente è autorizzato a comprare certi materiali. Ad esempio, solo i membri che hanno ricevuto la loro dotazione, possono acquistare l’abbigliamento del tempio. Altri materiali sono disponibili solo per i dirigenti del sacerdozio.
Si sta lavorando per rendere store.LDS.org disponibile, in futuro, anche in cinese, giapponese, coreano, portoghese.

