La Chiesa aiuta l'Africa orientale, durante la carestia
agosto 22, 2011 by admin
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Oltre 11,5 milioni di persone, in Africa orientale, hanno urgente bisogno di assistenza e le condizioni climatiche attuali sono le più aride registrate negli ultimi 50 anni. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sta lavorando con altre varie organizzazioni, per offrire sollievo.
Nel corso degli ultimi due anni, il Corno d’Africa ha vissuto due stagioni consecutive di siccità, con conseguente estrema scarsità di cibo, nella zona. I rapporti delle Nazioni Unite, dicono che oltre 11,5 milioni di persone sono gravemente colpite dalla siccità, nelle zone della Somalia, del Kenya, dell’Etiopia, del Gibuti e dell’Uganda.
Più di due milioni di bambini hanno bisogno di cibo e il numero di persone bisognose dovrebbe aumentare sensibilmente, mentre le condizioni di siccità continueranno nel prossimo futuro. I funzionari delle Nazioni Unite dicono che non c’è possibilità di miglioramento, fino al prossimo anno.
Tutti i missionari e i membri dei paesi colpiti, sono al sicuro e i detentori del sacerdozio e gli operatori umanitari locali, stanno lavorando con partner certificati, per coordinare la distribuzione degli aiuti in Somalia, Etiopia e Kenya.
Causa ed Effetto
Nate Leishman, un dirigente dei servizi di emergenza nel settore umanitario della Chiesa, ha citato le statistiche che mostrano che il Corno d’Africa ha vissuto due anni di precipitazioni inferiori alla media.
“La gente è letteralmente in fuga dalle proprie aree, perché non riesce a trovare del cibo, nella propria zona” ha detto.
Molte persone stanno lasciando la Somalia, dove le condizioni della siccità sono le peggiori e sono aggravate dai disordini civili. I problemi della sicurezza rimangono le sfide principali, per gli operatori umanitari.
Il più grande complesso al mondo di campi profughi di Dadaab, in Kenya, è già pieno, con una stima di 383.000 persone che vi abitano. Circa 70.000 persone vivono al di fuori del complesso, a causa della mancanza di spazio e di rifornimenti, con altre 1.300 in arrivo, ogni giorno.
Il Dollo Ado dell’Etiopia, un altro complesso di campi profughi, vede l’arrivo di 1.000-1.500 profughi provenienti dalla Somalia, ogni giorno. A Gennaio di quest’anno, un campo ha superato la propria capacità, con oltre 38.000 persone. Tre campi ora contengono circa 120.000 persone.
Dana e Robin O’Crowley, direttori del paese per gli aiuti umanitari della Chiesa, in Etiopia, hanno stimato che, entro la fine dell’anno, Dollo Ado avrà circa 200.000 rifugiati, in cinque campi.
All’interno della città-campo, i rifugiati hanno accesso agli integratori, all’acqua, al cibo e al nutrimento, ma chi arriva dopo giorni e settimane di viaggio, a volte scopre che ci può volere più di un mese per essere registrato e poter entrare nel campo.
“Le persone con soli quattro o cinque giorni per arrivare al campo, a volte si trovano a dover aspettare tre settimane per essere registrati”, ha detto sorella O’Crowley.
In Kenya, i missionari Dick e Janet Tittle, commentano gli ostacoli di cui si occupano quotidianamente, nel tentativo di offrire aiuti e aumentare la fiducia in sè stessi, delle persone.
Qualsiasi aiuto nei campi, deve essere coordinato con una delle agenzie che gestiscono il campo, quali le Nazioni Unite, l’UNICEF o il World Food Program. Inoltre, la Chiesa cerca di fare in modo che alcuni fondi vengano destinati a progetti di rilievo e utilizzati per fornire l’aiuto necessario a chi è nel bisogno.
Gli sforzi della Chiesa nell’aiutare
Thabo Lebethoa è il responsabile della Chiesa, per gli aiuta alla zona del Sud-Est dell’Africa. Da Johannesburg, in Sud Africa, lavora con i dipendenti e gli altri dirigenti della Chiesa, così come con le organizzazioni locali non governative, per valutare la situazione in Etiopia, Kenya e Somalia.
Come parte della risposta alla richiesta di aiuto, la Chiesa sta lavorando su un pacchetto di aiuti umanitari.
Fratello Leishman ha confermato che la Chiesa si coordinerà con le altre organizzazioni per l’acquisto di cibo a livello locale in Etiopia, Kenya e Somalia e, poi, renderà disponibile del cibo nelle aree più bisognose. Si stima che il 70% degli aiuti saranno di tipo alimentare, il restante 30% sarà composto da medicine, rifornimenti e ripari.
La Chiesa sta coordinando diversi gruppi, per raggiungere quante più persone possibili, ha detto fratello Leishman.
In aggiunta agli aiuti che la Chiesa sta inviando a questi paesi, sono in corso dei progetti umanitari per migliorare la qualità della vita e aumentare la fiducia in sè stessi. I piani sono già in cantiere, per fornire l’assistenza nelle iniziative sulla salute, tra cui fornire l’acqua pulita, la cura della vista, le cure dentali e le sedie a rotelle.
In Etiopia, per esempio, ha focalizzato O’Crowleys, è ora in atto un progetto per l’acqua, tramite la perforazione del terreno, per creare dei pozzi, l’installazione di pompe e la sanificazione delle fonti d’acqua. Finora, quest’anno, sono stati completati ben sei progetti, che servono 350.000 persone, sono state fornite sedie a rotelle, per 250 persone, e addestrate 1.800 persone alla rianimazione neonatale.
Il modo migliore di aiutare, per i membri, ha detto fratello Lebethoa, è contribuire al fondo umanitario della Chiesa.
Speranza nei momenti difficili
“Il Vangelo è molto importante, in quanto può contribuire ad aumentare la consapevolezza… per quanto riguarda la nostra responsabilità come popolo, dobbiamo cercare i poveri e i bisognosi, tra noi, e contribuire a soddisfare le loro esigenze” ha detto fratello Lebethoa.
“La nostra impressione dei Santi, qui, è che la loro fede sia una fede molto forte, per affrontare le avversità di essere così isolati e avere il minimo indispensabile, come sostegno, e, tuttavia, il vangelo è il centro della loro vita ed essi cercano di essere così obbedienti e giusti ” è stato scritto sul loro blog, a marzo.
In Kenya e in Etiopia, i volontari della Chiesa stanno aiutando i membri della Chiesa e i non membri, allo stesso modo, ed insegnano loro ad essere autosufficienti ea lavorare per migliorare la loro qualità della vita.
“Insegnare alla gente come aiutare sè stessi, questo è il nostro obiettivo fondamentale” ha detto l’anziano Tuttle.
Leader musulmani ringraziano il Presidente Uchtdorf
agosto 22, 2011 by admin
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Tra circa 800 partecipanti al Los Angeles World Affairs Council, ad ascoltare le osservazioni del presidente Dieter F. Uchtdorf, il 25 maggio, c’erano più di 30 leaders musulmani del sud della California.
Molti musulmani sono stati in grado di ringraziare personalmente il presidente Uchtdorf, il secondo consigliere della Prima Presidenza, per l’amicizia della Chiesa SUG con i musulmani e per il supporto che sentono, da parte della chiesa, nella lotta contro i pregiudizi e nella promozione della buona volontà.
Il presidente Uchtdorf aveva, originariamente, incontrato alcuni dei leader, in seguito agli eventi dell’11 settembre 2001. In quel momento, era il presidente della zona Nord Ovest dell’America, per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, e chiese di incontrarsi con i leader musulmani, in una moschea nel sud della California. Egli espresse preoccupazione per i musulmani, per i molti pregiudizi che le loro famiglie stavano vivendo. E fece sapere loro che anche il popolo SUG aveva dovuto imparare a far fronte al pungiglione dell’ingiusta persecuzione e che lui, come tedesco, era cresciuto ingiustamente perseguitato, dopo la seconda guerra mondiale.
Alla cena del World Affairs Council, i leader musulmani hanno ringraziato per i progetti umanitari della Chiesa mormone, nei loro paesi di provenienza.
“Dal peggior terremoto che ha colpito il Pakistan, nel 2005, attraverso le inondazioni disastrose più recenti, la Chiesa mormone è stata con noi, per aiutare le persone nelle nostre città e nei nostri villaggi più remoti” ha detto Saghir Aslam. “Siamo venuti questa sera per esprimere il nostro ringraziamento.”
Il leader del Consiglio della Shura del Sud California, Shakeel Syed, ha detto: “Il messaggio del Presidente Uchtdorf, sul rispetto reciproco e l’amore tra la famiglia umana, risuona con i miei valori islamici. Prego che i musulmani e i mormoni continuino a sostenere questi valori universali e a condividerli con il mondo. Siamo benedetti, nel portarli insieme nelle nostre comunità.”
Molti pali, nel sud della California, hanno avuto delle attività congiunte, con i loro vicini musulmani, facendo progetti umanitari, cene interreligiose, attività per i giovani e visite alla Moschea. I membri SUG hanno parlato favorevolmente dei loro vicini musulmani, nei consigli comunali, negli incontri interreligiosi, ai media e su Internet.
Nuovo training sul campo, per i missionari, aumenta l’esperienza all’MTC
agosto 22, 2011 by admin
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A partire da agosto, un nuovo programma porterà ad ulteriori 12 settimane di formazione, per i missionari che hanno appena lasciato l’MTC (il Centro di Formazione Missionario), per il campo di missione.
Richard Heaton, direttore dell’MTC di Provo, ha spiegato che la nuova formazione sul campo non è una nuova programmazione, ma piuttosto un’estensione della formazione che i missionari ricevono all’MTC.
“Il manuale “Le prime 12 settimane”, insieme a “Predicare il mio Vangelo”, fornisce ai nuovi missionari le risorse di cui hanno bisogno nella maggior parte delle loro prime 12 settimane” ha detto. ”E’ una tabella di marcia, su come raggiungere la massima produttività e diventare pienamente funzionali, come servi del Signore, il più rapidamente possibile.”
I Presidenti di missione devono iniziare, quasi immediatamente, ad attuare la formazione sul campo, con il nuovo materiale per i missionari, che comprende tre documenti di formazione e nuovi video di studio.
Istruzioni per i Presidenti di missione consiglia come implementare la formazione per i nuovi missionari. Tempo e distanze permettendo, i presidenti di missione dovrebbero formare i missionari che devono formare i nuovi arrivati, prima che essi incontrino i loro nuovi compagni. Poi, i presidenti di missione dovrebbero formare i nuovi missionari, insieme ai loro compagni.
Questo opuscolo sottolinea la differenza tra la formazione ricevuta all’MTC e quella che si terrà su campo: “La formazione all’MTC si concentra sul formare missionari con molte opportunità di insegnare… Le prime 12 settimane, su campo, si concentreranno sulle importanti dottrine delle lezioni missionarie, presenti nel capitolo 3, di Predicare il mio Vangelo.”
Tuttavia, la formazione sul campo cerca di unire la formazione ricevuta all’MTC con i suoi insegnamenti, in una perfetta continuazione di lezioni e di apprendimento.
“I missionari potrebbero dire, ai loro compagni: ‘Lascia perdere. Qui, facciamo in questo modo’”, ha dichiarato Tracy Watson, direttore del Dipartimento missionario per il proselitismo della Chiesa. ”La formazione su campo dei nuovi missionari, fornisce una base che aiuterà un nuovo missionario ad insegnare con potere e contribuire allo sforzo complessivo, in modo molto più significativo di prima.”
Le quattro pagine di Istruzioni per Formatori inizia con questo ammonimento: “La responsabilità di formare un nuovo missionario è un impegno sacro datovi dal presidente di missione e dal Signore. Il primo compagno di un missionario ha una profonda e duratura influenza sullo sviluppo degli atteggiamenti del missionario, sulle abitudini e la capacità di raggiungere il suo scopo.”
L’”allenatore” di ogni nuovo missionario riceverà una copia del libretto, che dà suggerimenti su come essere un esempio positivo e sulle linee guida per studiare e fare del proselitismo insieme, per la formazione di un nuovo missionario, sugli ulteriori 60 minuti di studio richiesti nelle prime 12 settimane, sullo studio personale e la lingua da studiare. I nuovi missionari e i loro formatori sono tenuti a formarsi insieme ogni giorno, spiegare, dimostrare, praticare, valutare e mettere in pratica i principi del manuale “Predicate il mio Vangelo”.
Negli studi in sei missioni degli Stati Uniti, fratello Heaton ha detto che il Dipartimento Missionario è stato incoraggiato da come i nuovi missionari hanno prontamente accettato la sfida di muoversi più velocemente.
“Abbiamo visto i nuovi missionari molto più impegnati e coinvolti nel progresso spirituale dei loro contatti, in confronto a quello che abbiamo visto prima” ha detto. ”Li abbiamo visti studiare in modo più efficace e ottenere molto di più, da Predicare il mio Vangelo, di quanto non abbiano fatto in passato. Il loro livello nel trovarsi a loro agio nel partecipare e la loro disponibilità ad assumere la guida del programma, sono aumentati.”
In questi studi, molti compagni anziani hanno commentato che i loro nuovi compagni missionari stavano progredendo molto più rapidamente di quanto loro, i compagni senior, avessero datto quando erano nuovi missionari.
Le prime 12 settimane è il terzo libretto del nuovo programma e viene fornito a ciascun nuovo missionario e al suo formatore.
Inizia con una richiesta fatta al nuovo missionario. ”Si continua a costruire sulle fondamenta stabilite all’MTC, capire e vivere tutti i principi del lavoro missionario, che si trovano nel manuale Predicare il mio Vangelo” si legge. ”Sforzatevi di diventare il tipo di missionario che potrebbe, se chiamato, addestrare un nuovo missionario, entro la fine delle vostre prime 12 settimane, sul campo di missione”.
Per le prime 12 settimane, i nuovi missionari e i loro formatori seguono un programma di studio proposto dal manuale, che elenca quali sezioni e argomenti studiare in “Predicare il mio Vangelo”. Esso fornisce, inoltre, suggerimenti su come i nuovi missionari possano applicare ciò che stanno imparando, durante il loro proselitismo.
Fratello Watson ha già visto il successo che proviene dai materiali di formazione sul campo e ha detto che essi stanno cambiando la cultura delle missioni in modo significativo e positivo.
“Ho assistito ad un insegnamento di un nuovo missionario, nel primo giorno della sua chiamata, dato con un tale profondo effetto sulla persona a cui stava insegnando, che è stata, poi, battezzata” ha detto. ”Abbiamo anche visto che questo approccio eleva il potenziale di tutti i missionari.Su tutta la linea, i nuovi missionari hanno avuto insegnanti di gran lunga migliori di quelli che avevamo visto prima, si sono adattati in modo più rapido alla vita della missione e sono stati in grado di partecipare a incarichi di leadership molto prima.”
Il manuale si concentra su otto “Fondamenti di Predicare il mio Vangelo: L’insegnamento più efficace”:
- La dottrina di Cristo: gli scopi del missionario
- Il ruolo dello Spirito Santo nella conversione
- La Rivelazione attraverso la preghiera
- La Rivelazione attraverso il Libro di Mormon
- La Rivelazione attraverso la frequenza in chiesa
- L’insegnare “alle persone”, non “le lezioni”
- Noi invitiamo, loro decidono, noi seguiamo
- Come cominciare a insegnare
Le prime 12 settimane per i nuovi missionari e i formatori comprende anche degli studi da fare con il compagno di missione, come, ad esempio, guardare i video presenti su un DVD di accompagnamento. ”Predicare il mio Vangelo e utilizzare il DVD, è parte integrante della formazione su campo, dei nuovi missionari” dice una lettera del Dipartimento dei Missionari. ”Lettori DVD portatili sono stati inviati a tutte le missioni, tra inizio Giugno e metà Agosto 2011. Ogni missione riceverà un lettore DVD portatile per ogni coppia di missionari.”
Nel mese di Agosto, il programma sarà lanciato in inglese, spagnolo e portoghese. Le altre lingue arriveranno nei mesi seguenti.
“Questo programma di formazione sul campo aiuta i missionari a diventare più completi, allineando la formazione che avviene all’MTC, con la formazione che si verifica sul campo” ha sottolineato fratello Heaton. “Come nuovi missionari, impegnarsi in questo processo renderà semplice cercare, riconoscere e agire di conseguenza, seguendo l’ispirazione dello Spirito Santo”.
Fratello Watson lo vede come un adempimento della promessa del Signore di “affrettare il suo lavoro, nel suo tempo” (DeA 88:73). “Non c’è dubbio che questo cambiamento abbia un grande potenziale per rendere possibile questa accelerazione del lavoro. Credo che vedremo più convertiti entrare nella Chiesa, a causa di questa formazione e di questa esperienza di apprendimento “.
Il potere del Libro di Mormon, in Brasile
agosto 14, 2011 by admin
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Un’email recente, da una sorella missionaria in servizio in Brasile, mi ha ricordato la presenza, a livello mondiale, del vangelo di Gesù Cristo, e la sua espansione in molte parti del mondo.
Ero a conoscenza che non possiamo mai veramente sapere chi abbraccerà o no il vangelo di Gesù Cristo e l’amore che il Salvatore ha per ogni individuo che abbia mai vissuto o vivrà sulla terra. L’e-mail illustra la forza che viene dallo Spirito, quando Egli è con noi, e testimonia il dinamismo intrinseco del Libro di Mormon.
Sorella W., nella missione di Brasilia, in Brasile, ha scritto che si è imbattuta in una donna, Ana, che era “super anti-mormone“, avendo sentito tante falsità sulla chiesa. Sorella W. e la sua collega hanno chiesto ad Ana se potevano insegnarle e chiarire i malintesi e il processo e finito con la sua partecipazione alle riunioni e con l’insegnamento a suo fratello, che vive nelle vicinanze.
Il fratello era entusiasta di tutto ciò che aveva imparato. Leggeva il Libro di Mormon e “ha pregato ed è stato praticamente trasformato, in una notte.” Mentre lui si preparava al battesimo, sono “tornate ad insegnare” a sua sorella, temendo che Ana avrebbe cercato di dissuaderlo dall’essere battezzato, a causa delle sue convinzioni sbagliate, sulla chiesa.
La sorella missionaria ha descritto quanto segue: “Siamo andate da lei, con lo scopo di ammorbidirla, fino al battesimo di suo fratello, ma quando siamo arrivate e ci siamo sedute, lo Spirito ha suggerito una lezione in una direzione completamente diversa”. Insieme hanno letto passi del Libro di Mormon, ma Ana “precedentemente aveva rifiutato che ci fosse qualche possibilità che il Libro di Mormon fosse la parola di Dio, insieme alla Bibbia.”
Mentre leggevamo i primi passaggi del Libro di Mormon, sulla fede, esse hanno cambiato argomento e hanno iniziato a “leggere e spiegare un versetto della Bibbia, in relazione con un passaggio del Libro di Mormon”, perché il Libro di Mormon migliora la comprensione del significato di quel passo biblico. La donna ha iniziato a piangere e, sopraffatta dall’emozione, ha spiegato che “questa era una risposta alla sua preghiera.”
Ana stava sperimentando alcuni problemi seri e, una notte o due prima, “aveva aperto la Bibbia e letto un passo delle Scritture, ma non lo aveva capito.” Tuttavia, le sorelle missionarie avevano “spiegato quello che non capiva… Alla fine non poteva smettere di ringraziarci”.
Ana ha detto alle sorelle: “Per favore, continuate ad insegnarmi. Prometto che presterò attenzione, ora. So che voi due siete state inviate da Dio, qui, stasera, e so che quello che mi avete insegnato è vero. Cos’altro posso leggere, del Libro di Mormon, e prometto che lo leggerò?”.
Le sorelle hanno invitato Ana a leggere Alma 32, il grande discorso sulla fede di Alma e, non potendo restare più a lungo, hanno promesso di tornare il giorno successivo. Lei ha risposto: “OK, bene, ma a che ora volete venire? Potete venire alle 4:00 p.m.? So che è importante e non voglio perdere la vostra visita, va bene alle quattro? Mi dispiace tanto, ma quando vi ho viste nella mia porta non volevo invitarvi ad entrare ed ora non vedo l’ora che torniate”.
Le sorelle hanno rassicurato Ana che sarebbero tornate e, mentre uscivano, le ha richiamate, per dir loro: “Bene, non siate in ritardo.”
Sorella W. ha concluso così la sua e-mail: “Comunque, era dolce. Il Libro di Mormon è vero. Cambia la nostra vita! Una volta, il nostro presidente di missione ha detto: ‘Noi non diamo alla gente il Libro di Mormon, in modo che leggano un paio di scritture. E’ un dono di Dio per cambiare la nostra e l’altrui vita. Leggetelo, studiatelo, meditate e vivete i suoi principi.” Amen Presidente!”
Se amiamo veramente il nostro prossimo, se desideriamo sperimentare un mondo più pacifico e amorevole, non dimentichiamo il potere del Libro di Mormon e i meravigliosi cambiamenti che si verificano nella vita, quando abbiamo l’occasione di condividere con gli altri, a Brasilia, in Brasile, a Ulaanbaatar, in Mongolia, a Dresda, in Germania, a Kyoto, in Giappone, a Bangalore, in India, nei luoghi in tutto il mondo, le parole della vita e della nostra testimonianza del Vangelo di Gesù Cristo.
Le Statue dell' angelo Moroni sui templi mormoni sono più che decorative
luglio 21, 2011 by admin
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Migliaia di spettatori entusiasti hanno assistito il 12 luglio 2011 mentre i lavoratori issavano delicatamente la statua rivestita d’oro dell’angelo Moroni in cima alla guglia est del tempio di Brigham City Utah, attualmente in costruzione.
Il posizionamento dell’angelo Moroni è uno dei punti salienti visibili nel periodo di costruzione di un tempio. Non c’è cerimonia formale annessa alla sistemazione della statua.
Sebbene non richiesto, questo simbolo iconico della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni si erge sulla maggior parte dei 134 templi sparsi per il mondo.
La statua di Moroni non è una figura di adorazione, ma piuttosto di rispetto per il suo ruolo nella restaurazione del vangelo di Gesù Cristo. Moroni era una persona reale, un antico profeta del Libro di Mormon che, nel 1823, rivelò l’esatta ubicazione delle tavole d’oro al giovane Joseph Smith da cui fu poi tradotto il libro sacro di Scrittura.
Con la tromba alle labbra e la mano destra che tiene la tromba, protesa in avanti, la statua di Moroni simboleggia la restaurazione del vangelo e la sua predicazione al mondo.
I Santi degli Ultimi Giorni credono che Joseph Smith abbia restaurato la chiesa originale stabilita anticamente da Gesù Cristo.
Nel 1820, Joseph Smith disse di aver avuto una visione in cui aveva visto Dio Padre e Suo Figlio Gesù Cristo. Fu questa esperienza che lo guidò a restaurare la prima chiesa di Cristo.
La maggior parte delle statue dell’angelo Moroni sono fatte secondo quella che è nel tempio di Salt Lake che fu completato nel 1893.
Lo scultore della statua, Cyrus E. Dallin, che non era un membro della fede mormone, scrisse che lavorare al progetto “mi ha portato più vicino a Dio di qualsiasi altra cosa io abbia mai fatto. Mi pareva di essere venuto a sapere che cosa significa comunicare con gli angeli dal cielo “..
Un tempio in Francia
luglio 21, 2011 by admin
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Nel 2004, il presidente Gordon B. Hinckley visitò i Santi degli Ultimi Giorni della Francia, come parte di un tour europeo di 10 giorni, periodo in cui fu dedicato il Tempio di Copenaghen, Danimarca. Durante un incontro a Parigi, il notiziario stampa della chiesa riferì che lui aveva detto che i santi francesi erano “degni delle più ricche benedizioni della Chiesa.”
“Vorrei poter annunciare che potremmo avere un tempio qui, ma non abbiamo ancora il posto adatto a mio giudizio, per costruirlo”, aveva detto il presidente Hinckley. “Quindi continueremo a cercare. Non so quando sarà costruito, ma sono fiducioso che avremo un tempio per i francofoni della chiesa in futuro.
“E così, i miei fratelli e sorelle, vi chiedo di pazientare per un po’,” continuò. “Ci sarà un tempo, nel futuro in cui una bella casa del Signore adornerà questa terra”.
“Un tempo nel futuro” è più vicino ora.
Staccandosi da una recente tradizione, il presidente della chiesa SUG Thomas S. Monson, oggi ha annunciato che la chiesa “spera” di costruire il suo primo tempio in Francia, su un possedimento alla periferia di Parigi.
“Di solito i nuovi templi vengono annunciati dal presidente in una delle conferenze generali della Chiesa, dopo che il governo locale ha approvato la costruzione e che la proprietà è stata comprata,” hanno sottolineato i funzionari della chiesa in una dichiarazione preparata. “Anche se il processo di approvazione del governo locale per il tempio francese è ancora in corso, i giornali francesi stanno già riferendo i piani della chiesa di costruire a Le Chesnay, vicino a Versailles, e questo ha fatto sì che ci fosse l’annuncio odierno.”
Il portavoce della chiesa Scott Trotter ha detto che la chiesa ha lavorato per molti mesi con i funzionari locali.
“Ci sono stati diversi tentativi di trovare un luogo adatto ad un tempio in Francia, ma nessuno era finalizzato”, ha detto Trotter. “I membri della chiesa francesi che desiderano andare al tempio di solito vanno in quelli dei vicini paesi europei”.
Trotter ha indicato che ulteriori dettagli sul nuovo tempio saranno forniti non appena disponibili.
Il tanto atteso annuncio di un tempio è solo lo sviluppo più recente della Chiesa SUG di 162 anni di storia in Francia. Sebbene non vi fosse stata alcuna precedente menzione di inviare missionari in Francia, la prima missione della Chiesa mormone fu organizzata nel 1849. Come è avvenuto in tante missioni europee, i primi missionari mormoni incontrarono notevoli resistenze, e la crescita della chiesa era lenta. Ad un certo punto la missione fu chiusa per diversi decenni, e non fu riaperta fino al 1912.
Un capitolo unico della storia della Chiesa mormone in Francia fu la cosiddetta “Missione di Arte a Parigi “. Nel 1890, cinque giovani artisti – John Hafen, Lorus Pratt, John B. Fairbanks, Edwin Evans e Herman Haag – furono chiamati come “missionari di arte” e mandati a studiare presso l’Accademia Julian di Parigi, dove affinarono le loro abilità in preparazione a dipingere il grande murales nel Tempio di Salt Lake. Questo sforzo “missionario” fu, a detta di tutti, eminentemente di successo.
La crescita della chiesa in Francia aumentò in modo significativo dopo la seconda guerra mondiale. Il primo Palo in Francia fu organizzato a Parigi nel 1975. Ventun anni dopo, più di 28.000 membri della chiesa in Francia furono divisi in sette pali. Oggi ci sono più di 35.000 Santi degli Ultimi Giorni in Francia, in nove pali, 57 rioni, 54 rami, due distretti e due missioni.
Ed ora, in un futuro molto vicino, ci sarà un tempio per servire tutti.
Il mormonismo di Jon Huntsman
giugno 24, 2011 by admin
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Jon Huntsman dovrebbe annunciare la sua corsa alla presidenza degli Stati Uniti, molto presto, facendo di lui il secondo mormone ad annunciare la sua candidatura, per questa campagna elettorale. Anche Mitt Romney, infatti, è un membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, i cui membri sono a volte soprannominati mormoni. Questo evento insolito, porta alcuni a fare riferimento a quest’anno, come al “momento mormone”. Questo articolo parlerà del mormonismo di Huntsman, dal momento che è un blog religioso e non un blog politico.
Il mormonismo di Jon Huntsman risale ai primissimi giorni della storia della chiesa. Il suo antenato, Parley P. Pratt, era un contemporaneo di Joseph Smith e, per certi versi, la storia antica di Pratt rispecchia quella di Joseph. La sua famiglia, come quella di Joseph Smith, era formata da contadini laboriosi, ma non erano mai del tutto in grado di avere successo. Come Joseph, i suoi genitori non si unirono ad una chiesa, anche se parteciparono a molte, e Parley P. Pratt, anche da bambino, era perplesso per lo svariato numero di chiese che pretendevano di essere la chiesa di Dio. A dodici anni, cominciò a studiare le Scritture, cercando una risposta. Diventò battista quando aveva diciotto anni, ma non sentiva di aver ancora trovato la vera chiesa.
Dopo il matrimonio di Pratt, egli divenne un seguace di Sidney Rigdon, che era allora un Campbellite. Rigdon lavorava per ripristinare gli insegnamenti del Nuovo Testamento, e questo attirava Pratt. Tuttavia, si sentiva ancora che non c’era alcuna alcuna autorità, a selezionare la dottrina ufficiale. Nel 1830, lui e sua moglie partirono per New York, per predicare il Vangelo. Tuttavia, Pratt aveva l’impressione che Dio volesse che egli lasciasse la barca a Newark. Egli lo fece e li ricevette una copia del Libro di Mormon. Era affascinato da esso, lo lesse tutto, di seguito, senza nemmeno fermarsi per mangiare, e fermandosi solo per dormire, quando proprio doveva. Quando ebbe finito, aveva ricevuto una testimonianza che era vero.
Si recò a Palmyra, per incontrare Joseph Smith. Incontrò suo fratello Hyrum prima, e Hyrum gli insegnò il Vangelo. Adesso sentiva che il pezzo mancante della sua ricerca, l’autorità, era stato trovato. Egli venne battezzato e diventò un importante leader mormone. Fu soprattutto ricordato per la sua abilità impressionante come missionario.
Pratt scrisse quasi cinquanta inni, che erano inclusi nel primo innario mormone, tra cui sette che sono ancora nell’innario corrente, così come un certo numero di libri che sono diventati best-seller, tra i mormoni. Parley P. Pratt divenne noto come l’Apostolo Poeta.
Quando Joseph Smith fu assassinato, Pratt lavorò affinchè Sidney Rigdon, potesse riorganizzare la chiesa, con l’organo di governo del Quorum dei Dodici Apostoli, prima di tornare a Nauvoo. I suoi sforzi hanno contribuito a far sì che Brigham Young prendesse posto come presidente della Chiesa. Pratt in seguito divenne un apostolo mormone. È interessante notare che anche Mitt Romney discende da Parley P. Pratt, il che li rende lontani cugini.
In tempi più recenti, un altro degli antenati di Jon Huntsman divenne un apostolo. Il nonno di Huntsman, David B. Haight. I mormoni sono guidati da un profeta che è anche il presidente della chiesa. Ha due consiglieri che formano il più alto organo di governo e insieme i tre sono conosciuti come la Prima Presidenza. Seguendo la struttura istituita da Gesù Cristo, ci sono anche dodici apostoli che costituiscono il quorum. Gli apostoli servono come testimoni speciali di Gesù Cristo, così la loro missione è rendere testimonianza di Gesù mentre viaggiano nel mondo. Quando un profeta muore, la Prima Presidenza si scioglie e i consiglieri ritornano nel Quorum dei Dodici Apostoli. Essi sono ordinati in base all’anzianità, riferita a quanto tempo sono stati apostoli. L’apostolo più anziano diventa il nuovo profeta. Non vi è alcun voto o campagna elettorale. Si tratta di un modo ordinato che permette a Dio di selezionare il profeta successivo.
David B. Haight divenne un apostolo, nel mese di ottobre del 1976. Era noto per il suo amore nel servire e la sua determinazione nell’imparare da qualsiasi lavoro che gli veniva dato, nella chiesa. I mormoni hanno un ministero laico, e ogni membro è assume incarichi di volontariato. Questi sono normalmente dati tramite ispirazione, non richiesti, e, nelle chiamate, le persone cambiano spesso, in modo da avere molte opportunità di apprendere nuove competenze e di crescere. È stato osservato che l’anziano Haight, prima di diventare un apostolo, aveva servito come presidente di palo (simile al guidare una diocesi cattolica) e poi aveva servito come presidente di missione, in Scozia, supervisionando centinaia di missionari. Alla fine di queste responsabilità, insegnò a dei ragazzi adolescenti. Alcune persone potrebbero pensare sia una retrocessione, ma non ci sono retrocessioni nella chiesa mormone, solo nuove esperienze. Sua moglie lo ha definito felice, per l’apprendimento che otteneva, anche in quella posizione apparentemente meno importante, così come in quelle che avevano più prestigio ai loro occhi. Sapeva che aiutare gli adolescenti a sviluppare la loro fede era molto importante.
Un esempio di capacità di leadership di anziano Haight è il modo in cui ha gestito un giovane missionario, quando era presidente di missione in Scozia. Il giovane missionario voleva andare a casa, sentendo che era stato un fallimento come missionario. Anziano Haight disse che aveva chiaramente trovato un giovane molto giù di morale e voleva sapere esattamente cosa non andava, così avrebbe potuto fare le cose nel modo giusto. Dopo aver ascoltato il missionario, gli disse che c’era una donna che aveva chiesto ai missionari di andarle ad insegnare. Era una zona che non aveva mai avuto prima dei missionari. Egli inviò questo giovane uomo come compagno senior per la formazione e il lavoro, nella nuova zona, con nuovo missionario. Dovevano insegnare a questa donna e trovare altre persone a cui insegnare. Il missionario protestò, dicendo che non poteva farlo e che non era degno, ma l’anziano Haight gli spiegò che lui era inviato là, perché egli aveva completamente fiducia in lui, per aprire una nuova zona. Il missionario andò e visse portando avanti le aspettative e la fiducia che gli era stata data.
Questo illustre patrimonio di leadership è stato tramandato attraverso la grande famiglia Huntsman. Suo padre è un’autorità dei Settanta di area. I Settanta fanno volontariato in una specifica area geografica, pur avendo normali carriere personali. Il padre di Huntsman, anche se è un uomo d’affari ricco e influente, è meglio conosciuto per essere un filantropo. Nel 2000, Forbes lo ha indicato come il sesto più grande filantropo. Sebbene egli dona la sua ricchezza a molte cause, con l’obiettivo di dare via la sua ricchezza per combattere la morte, la sua particolare attenzione è sull’Huntsman Cancer Institute, presso l’Università dello Utah. I suoi genitori sono morti di cancro e anche lui è un sopravvissuto al cancro. La povertà, l’istruzione e i senza fissa dimora sono le priorità, nella sua opera di beneficenza.
Jon Huntsman ha un patrimonio formidabile di cui è all’altezza. La sua vita è stata fatta da duro lavoro e successo. Era un Eagle Scout, il più alto rango nei Boy Scouts d’America. Ha servito una missione per la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni a Taiwan, dove ha imparato a parlare il cinese mandarino standard e un dialetto chiamato taiwanese Hokkien. In chiesa che ha servito in una varietà di posizioni di volontariato, tra cui lavorare con i ragazzi adolescenti, come fece suo nonno.
Anche se ha iniziato in modo lento, avendo abbandonato la scuola superiore per essere in una band di hard rock, come tanti altri giovani, ha poi conseguito il GED ed è andato al college dell’Università dello Utah. Ha una laurea in Politica Internazionale presso l’Università della Pennsylvania. Ha servito con quattro presidenti degli Stati Uniti, di entrambi i maggiori partiti. Era un assistente personale della Casa Bianca di Ronald Reagan e di un Vice Assistente Segretario del Commercio ed è stato ambasciatore degli Stati Uniti a Singapore, per George HW Bush. In quella posizione, egli era il più giovane ambasciatore degli Stati Uniti, del secolo. Ha servito sotto George W. Bush come Vice Rappresentante del commercio degli Stati Uniti. Recentemente ha rassegnato le dimissioni come ambasciatore in Cina per il presidente Barack Obama. Ha anche lavorato come governatore dello Utah.
Studiando attentamente entrambi i candidati mormoni, si nota che, anche se entrambi sono membri praticanti della loro religione mormone, hanno punti di vista diversi su molte questioni politiche, tra cui alcune in cui la Chiesa si è pronunciata. La chiesa mormone è politicamente neutra, nel senso che non approva i candidati, anche se i candidati sono i membri della Chiesa. Né avalla partiti politici, avendo messo in chiaro che la posizione della Chiesa su vari temi politici non si allinea con una singola controparte. Essa, tuttavia, esprime opinioni su questioni che sono territorio naturale della religione, ma non si esprime sui leader politici, anche se sono mormoni.
“I funzionari eletti che sono Santi degli Ultimi Giorni prendono le proprie decisioni e non possono necessariamente essere d’accordo tra loro o anche con una posizione della Chiesa, dichiarata pubblicamente. Mentre la Chiesa può comunicare i suoi pareri ad essi, in quanto può farlo con qualsiasi altro funzionario eletto, riconosce che questi funzionari devono ancora fare le proprie scelte in base al loro miglior giudizio e con la considerazione dei collegi elettorali che sono stati eletti a rappresentare” (vedi La neutralità politica, LDS.org).
Gli Apostoli visitano l'Asia: una grande frontiera per la Chiesa
giugno 23, 2011 by admin
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Due Apostoli, recentemente, hanno visitato diverse nazioni asiatiche, incontrando migliaia di membri e testimoniando, forse, alcuni dei momenti della Chiesa “pioniera”, in una regione del globo che la metà della popolazione umana chiama casa.
“Ovunque siamo andati c’era un meraviglioso spirito”, ha dichiarato Jeffrey R. Holland, che è stato raggiunto in Asia dall’anziano David A. Bednar, entrambi membri del Quorum dei Dodici Apostoli. ”I membri, in Asia, sono alla periferia della Chiesa e non vengono visitati spesso, dai fratelli, ma sono meravigliosamente cortesi e reattivi. Siamo tornati a casa proprio entusiasti”.
La Chiesa in Asia è giovane ma in crescita, ha osservato l’anziano Bednar, aggiungendo: “E’ una regione prospera del mondo, dove la Chiesa sta influenzando per sempre la vita di milioni di persone”.
Nonostante le nazioni densamente popolate della zona, i due Apostoli concordano che l’Asia si pone come una delle frontiere della Chiesa. Si tratta di una zona definita da molte possibilità, da molti membri potenziali e fedeli, che rispondono alle chiamate a svolgere una missione, a presiedere nei distretti e nelle filiali e ad aumentare le loro famiglie nel vangelo, con gli occhi fissi e incentrati sulle benedizioni del tempio. Come risultato, le congregazioni godono di una maturità ecclesiale e spirituale, pur essendo relativamente piccole e nuove.
“E’ sempre il 1830 o il 1840, da qualche parte nella Chiesa”, ha aggiunto l’anziano Holland “e in Asia, si tratta del 1840″ in termini di sviluppo della Chiesa. ”Siamo sempre pronti a ripartire da qualche parte, e in alcune zone dell’Asia stanno cominciando splendidamente”.
I dirigenti della Chiesa viaggiano con le loro mogli, sorella Patricia Holland e sorella Susan Bednar, per fare una revisione annuale della zona dell’Asia. L’anziano Jay E. Jensen, della Presidenza dei Settanta, ha partecipato anche all’esame della zona, e a diversi incontri e devozionali, in diversi paesi. Era accompagnato dalla moglie, sorella Lona Jensen. I fratelli sono stati raggiunti al quartier generale dell’area dell’Asia a Hong Kong, dalla presidenza dell’area, l’anziano Anthony D. Perkins, l’anziano Kent D. Watson e l’anziano Carl B. Pratt dei Settanta.
Queste visite annuali, nell’area, consentono ai membri del Quorum dei Dodici di rimanere informati su tutto ciò che sta accadendo – sia spiritualmente che materialmente – nella regione, compreso il lavoro missionario, i dirigenti del sacerdozio e lo sviluppo, la storia del lavoro familiare, l’educazione nella Chiesa, il culto del tempio e di servizio umanitario. Gli incontri di zona offrono anche opportunità per i fratelli in visita e per la dirigenza dell’area, di incontrare migliaia di membri alle conferenze del sacerdozio, alle conferenze di palo, ai devozionali dei giovani adulti single e agli incontri missionari.
Oltre all’incontro con i membri e i dirigenti del sacerdozio, a Hong Kong, l’anziano Holland a anziano Bednar hanno visitato l’India e la Mongolia. I viaggi al di fuori della sede della zona, comprendono anche delle fermate in Indonesia, Vietnam, Malesia e Taiwan. I membri della presidenza, inoltre, partecipano a molti degli incontri. I Fratelli fanno delle domande e ricevono risposte, in molti incontri, di cui alcuni sono stati trasmessi alle congregazioni distanti. Tali scambi hanno contribuito a far conoscere ai fratelli i problemi specifici della Chiesa, in ogni paese, condividendoli con i membri del consiglio e i missionari.
Nonostante le diversità culturali, nazionali ed economiche del loro paese, i fratelli condividono quelle dottrine universali e i principi del Vangelo, come la divinità di Gesù Cristo e la verità e il potere del Libro di Mormon.
“Ma ogni incontro è un po’ diverso,” ha detto l’anziano Holland.”Ciò che dici in una congregazione non è necessariamente quello che si direbbe in un’altra. Seguite le impressioni dello Spirito.”
Anziano Jensen ha osservato che il messaggio del piano di salvezza e la veridicità del Vangelo supera le pratiche culturali e le tradizioni religiose. Tali principi sono in sintonia con tutte le persone, anche in zone dove non c’è una lunga tradizione cristiana.
“Più viaggio e più trovo che tutti siano più o meno uguali”, ha detto l’anziano Bednar. ”I membri stanno cercando di non lasciarsi sedurre dalle influenze del mondo. Vogliono vivere il vangelo. Fanno domande su come resistere alla tentazione e come assicurarsi che essi vivano in modo che lo Spirito Santo li possa guidare, aiutare e ispirare”.
Mentre la Chiesa è giovane in molte delle nazioni dell’area dell’Asia, molti membri hanno svolto una missione e sono specializzati nella dirigenza della Chiesa e nella conoscenza del Vangelo.
Ciascuno dei Fratelli in visita, è tornato a Salt Lake City, ricco di ricordi del loro viaggio nell’area dell’Asia.
Tutti hanno notato la capacità della Presidenza dell’area dell’Asia e dell’area dei Settanta, che servono nella loro patria. ”Dove saremmo, in una chiesa di queste dimensioni, se non avessimo questo periodo e la stagione dei 70 anni?” si chiede l’anziano Holland.
Anziano Jensen è stato ispirato dalle azioni di tre figlie di un presidente distrettuale in India che, all’insaputa dei genitori, mettono da parte i loro soldi per la merenda, ogni giorno, per poter fare un tanto desiderato viaggio al tempio.
“Quelle figlie sono ora rinate tramite le alleanze del tempio”, ha detto.
La visita dell’anziano Bednar, in Indonesia, ha segnato il suo ritorno in un paese in cui era già stato, prima, con il presidente Boyd K. Packer, che era allora il facente funzioni del presidente del Quorum dei Dodici e ora è presidente di quel quorum, dopo il devastante tsunami del 2004. In questa seconda visita in Indonesia, l’anziano Bednar ha partecipato all’organizzazione del Palo di Jakarta. ”Abbiamo trovato membri fedeli, forti e amorevoli, ovunque siamo andati”, ha detto.
Nel frattempo, l’anziano Holland è stato rinvigorito dall’entusiasmo a cui ha assistito, nella chiesa di “frontiera”, in terre come l’India e la Mongolia. Anche nelle aree economiche difficili, si incontrano membri di tutte le età che sono felici, buoni e amano cantare gli inni del vangelo restaurato.
“Il coro di 101 voci, in Mongolia, è stato notevole, un coro come non ne ho mai visti, in una congregazione locale”, ha detto.
Primo palo SUG organizzato in Russia
giugno 14, 2011 by admin
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MOSCA – il primo palo della Chiesa SUG – il secondo nell’ex Unione Sovietica – è stato organizzato Domenica, in Russia.
L’anziano Russell M. Nelson del Quorum dei Dodici Apostoli, della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, lo ha organizzato, durante una riunione a cui hanno partecipato più di 1.100 membri, in un auditorium di Mosca, all’Amber Plaza.
Un palo mormone è un’unità geografica organizzativa e amministrativa, composta dalle congregazioni locali, chiamate rioni e rami. Con un’organizzazione simile a quella che le altre fedi chiamano diocesi, la Chiesa mormone ha 2.926 pali, in tutto il mondo.
La Chiesa SUG conta più di 21.000 membri, in Russia, e 116 congregazioni sparse nel paese.
Il Palo di Mosca comprende sei rioni e tre rami. La nuova presidenza di palo è composta da Jakov Michajlovi? Boyko come presidente, Vladimir Nikolaivich Astashov come primo consigliere e Viktor Michajlovi? Kremenchuk come secondo consigliere, con Vyacheslav Viktorovich Protopopov come patriarca del palo.
La prima congregazione, nell’ex Unione Sovietica, è stata creata in Ucraina, quasi esattamente sette anni fa, con l’anziano Nelson che ha organizzato il Palo di Kyiv, il 30 maggio 2004.
Il Tempio di Kyiv, il primo tempio mormone nell’ex Unione Sovietica, è stato dedicato nel mese di agosto del 2010, dal Presidente della Chiesa SUG, Thomas S. Monson.
I primi capi della Chiesa mormone si erano ricordati della Russia. Nel 1843, Joseph Smith chiamò Orson Hyde e George J. Adams a preparare una missione mai adempiuta, nel “vasto impero” della Russia, la quale “porterà alcune delle cose più importanti che riguardano l’avanzamento e la costituzione del regno di Dio, negli ultimi giorni”.
In Russia, i primi convertiti mormoni erano Johan e Alma Lindelof, battezzati in San Pietroburgo, nel fiume Neva, nel giugno 1895; molti anni dopo Lindelof, che aveva ascoltato il Vangelo nella sua nativa Finlandia, una volta sposatosi, si trasferì in Russia, e lavorò come orafo e fece una petizione per la Missione della Chiesa scandinava.
Altri missionari occasionalmente visitarono i Lindelof, nel corso degli anni, e l’anziano Francesco M. Lyman, del Quorum dei Dodici Apostoli della chiesa, offrì una preghiera dedicatoria, nel 1903, sia in San Pietroburgo, che a Mosca. Dopo la Rivoluzione bolscevica del 1917, i Lindelofs, diventati ricchi, vennero perseguitati ed esiliati in campi di lavoro o deportati in Finlandia.
Alcuni russi, dell’epoca sovietica, si convertirono alla fede mormone, fuori dalla loro patria. E’ stato alla fine degli anni ’80, che l’anziano Nelson dei Dodici e l’anziano Hans B. Ringger dei Quorum dei Settanta, fecero una storica visita ai leader dell’Unione Sovietica, a Leningrado (San Pietroburgo). Il primo ramo venne creato nel 1990 e la chiesa ebbe il primo riconoscimento, nel 1991.
Nel maggio del 1998, la Chiesa mormone venne riconosciuta dal Ministero della Federazione russa, come organizzazione religiosa centralizzata.
L’America e il significato dell’avere un presidente mormone
giugno 10, 2011 by admin
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Alla domanda su come la fede ebraica di Joe Lieberman avrebbe influenzato la campagna elettorale, un senatore degli Stati Uniti, della Louisiana, ha detto: “Non credo che agli elettori americani interessi dove un uomo vada in chiesa, la Domenica”.
Il senatore aveva dimenticato che Lieberman, un Ebreo praticante, rende il culto in una sinagoga, non in una chiesa, e il Sabato, non la Domenica. Il commento è stato un esempio di ignoranza sulle minoranze religiose che, a volte, può portare ad un fanatismo religioso alle urne. La candidatura di Mitt Romney può essere il segno che le cose stanno cambiando.
Molti americani credono che la presidenza di Barack Obama abbia segnato il rifiuto dei pregiudizi razziali, in America. Alcuni sentono che l’elezione di un presidente mormone, potrebbe segnare il rifiuto del pregiudizio religioso, almeno nei confronti dei mormoni.
“L’elezione di Obama, nel 2008, e l’inizio della sua presidenza, nel 2009, rappresentano il progresso dell’America nel dialogo e nelle relazioni razziali” ha dichiarato Keith Hamilton, un professore di legge, presso la Brigham Young University e primo laureato nero, in legge, alla BYU. ”Se un santo degli ultimi giorni venisse eletto come presidente, rappresenterebbe un altro esempio di come l’America si stia sviluppando riguardo a questi problemi”.
“La Chiesa mormone ha subìto una persecuzione religiosa superiore a quella di qualsiasi altro gruppo religioso, nella storia americana”, ha detto il professore di diritto di Harvard, Noah Feldman, un Ebreo praticante. ”Per un membro della Chiesa mormone, essere eletto presidente, onestamente, o anche solo avvicinarsi a quel traguardo, rappresenterebbe, in qualche modo, un importante passo verso il ripudio dei pregiudizi (anti-mormoni)”.
«E non fate errori, al riguardo”, ha avvertito Feldman, “perchè il pregiudizio è reale”.
Il pregiudizio contro i mormoni è iniziato quando il loro profeta fondatore e presidente, Joseph Smith, sosteneva di aver avuto visioni celesti, nello stato di New York.In seguito, lui e i suoi seguaci furono cacciati dall’Ohio, dal Missouri e dall’Illinois. Dopo la morte violenta di Smith, in Illinois, la persecuzione divenne più forte e portò ad un esodo di massa, verso la Valle del Lago Salato. Il viaggio verso il territorio dello Utah, non chiuse la situazione, ma essa continuò con la guerra dello Utah e la legge Edmunds-Tucker, che fece incarcerare i poligami e confiscò le terre federali della Chiesa.
Anche dopo la costituzione dello Utah come stato, nel 1896, la Camera dei Rappresentanti degli USA, si rifiutò di stare seduta nello stesso posto con un mormone eletto di recente, BH Roberts. Nei primi anni del Novecento, le relazioni americano-mormoni, cominciarono a cambiare, ma solo dopo che Reed Smoot (un apostolo mormone) si presentò al Congresso. Egli venne eletto al Senato degli Stati Uniti, nel 1903, ma per avere il suo posto, sostenne un dibattito lungo tre anni, al Congresso, che comprendeva un interrogatorio di tre giorni, sul profeta Joseph F. Smith.
La brillante carriera trentennale di Smoot, nel Senato, insieme ad altri sviluppi del 20° secolo, alla fine aiutò a calmare la mormonfobia americana, dimostrando che la Chiesa mormone è, in fin dei conti, un’istituzione benigna.
Malgrado questo progresso, gli studi continuano a scoprire che i pregiudizi contro i SUG persistono. Un sondaggio della Vanderbilt University, del 2007, è d’accordo, ritenendo che “i pregiudizi contro i mormoni si sentono di più, tra le persone, rispetto ai pregiudizi contro le donne e i neri”.
Hamilton si lamenta che la recente “accettazione dei Santi degli Ultimi Giorni, in politica e nella popolazione generale, sia stata più lenta dell’accettazione degli afro-americani, in America”. Uno studio della Gallup, ha mostrato che nel 1967 soltanto il 53% dei potenziali elettori erano disposti a sostenere un candidato nero alla presidenza e il 57% un candidato di sesso femminile: per i mormoni, era il 75%. Nel 2007, il risultato era cambiato a favore dei neri: il 94% ha detto che avrebbe potuto sostenere un candidato nero e l’88% era disposto a sostenere un candidato di sesso femminile. Ma la percentuale di persone che avrebbero votato per un mormone, era sceso al 72%.
“Sareste sorpresi” ha dichiarato Feldman “da quante persone si vantano di non avere pregiudizi, ma conservano un posticino, nel loro cuore, per questo tipo di pregiudizio leggero anti-mormone”.
Dividendo i pregiudizi contro i mormoni in due categorie, Feldman ha descritto i pregiudizi duri e i pregiudizi leggeri.
I primi sono su base ideologica e sono più comuni tra gli evangelici conservatori. Di solito sono basati su concetti vaghi o su cattive informazioni sulla teologia mormone: questi pregiudizi sono molto duri da superare.
I pregiudizi leggeri, d’altro canto, sono comunemente basati sull’idea che i mormoni siano, in qualche modo, diversi o strani. ”Questo genere di pregiudizio leggero, può essere superato, se Mitt Romney l’ha superato, nella sua vita. Egli vinse, diventando il governatore del Massachusetts. Anche il padre lo aveva superato a suo tempo, tanto da diventare il governatore del Michigan. Così esso può essere superato da qualcuno come Mitt Romney o Jon Huntsman”, ha dichiarato Feldman.
Hamilton, il cui bisnonno era uno schiavo, era fiero dell’elezione di Obama: “Sono nato nel 1958, nel sud di Jim Crow. Non avrei mai immaginato, nella mia vita, di vedere un presidente afro-americano o di origine africana”, ha detto.
Alla domanda su cosa Hamilton, un convertito SUG e uno dei primi vescovi neri della Chiesa, penserebbe, se un mormone fosse eletto, nel 2012, ha risposto “Se si pensa alla storia dei presidenti, eletti sempre negli stessi gruppi, a me sembra un segno di progresso”.
Certo, Hamilton può scegliere di non votare per un altro mormone, o per un repubblicano: il mormone con l’ufficio di più alto rango negli Stati Uniti, è il leader della maggioranza al Senato, Harry Reid, un democratico. Inoltre, la Chiesa SUG è severa, riguardo la sua neutralità politica e non “tenta di orientare i suoi membri a dare il voto a qualche candidato o partito”, secondo una dichiarazione sulla neutralità politica. ”Questo principio si applica a qualunque candidato, sia esso membro o non membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni“.
Neutralità a parte, “molti mormoni senza dubbio celebrerebbero una presidenza mormone, come un evento a lungo atteso, nella storia dell’esilio dei mormoni, in America”, ha detto Terryl L. Givens, noto studioso mormone e autore di “Il popolo del paradosso: una storia della cultura mormone”. ”E un tale successo aiuterebbe la Chiesa incommensurabilmente, per seppellire malintesi e far capire che le associazioni poligame appartengono al passato.”
Tuttavia, ha ammonito, “altri mormoni potrebbero chiedersi se un tale risultato significherebbe una piena assimilazione e se questo sarebbe necessariamente una buona cosa”.
Nel libro di Givens, egli scrive che “evocando coscientemente la progettazione del Tempio di Salt Lake” il tempio di Washington DC “riflette il trionfale ritorno, nella capitale della nazione che una volta li aveva esiliati”.
Se una presidenza SUG, rifletterebbe lo stesso significato simbolico, è ancora da vedere.




