Vittorie per la libertà religiosa, libertà di coscienza
gennaio 31, 2012 by admin
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La libertà religiosa sotto attacco
David French, Julea Ward e Jeremy Tedesco celebrano le vittorie del tribunale del nuovo Sesto Circuito. Ci complimentiamo con la loro tenacia e capacità di presentare a un giudice esperto un caso dell’Università del Michigan. Essenzialmente, la squadra si è data da fare per far revocare un decreto del tribunale che permetteva all’ Eastern University del Michigan di erigere un segnale “vietato l’accesso ai cristiani” fuori dal suo programma di consulenza per laureandi. Come il francese giustamente osserva: “Se l’università avesse avuto la meglio, gli studenti sarebbero davvero stati in balia delle richieste ideologiche riformulate sotto forma di “requisiti del curriculum”. Stiamo assistendo a questo tipo di discriminazione alla rovescia e di riduzione delle libertà religiose che ci vengono da ogni direzione, mentre sempre più gruppi si vedono come i migliori e si fanno le leggi da soli.
Un’altra vittoria per la libertà religiosa
Un’ altra recente vittoria chiave per la libertà religiosa nel 2012, è stata riportata poche settimane fa quando la Corte Suprema ha stabilito all’unanimità che le organizzazioni religiose abbiano un diritto di Primo Emendamento di scegliere i propri ministri – anche a fronte delle politiche federali di non discriminazione. Questa è una enorme vittoria, anche il fatto che si tratti di una questione controversa mostra a che punto siamo nella nostra comprensione della libertà di religione, libertà di coscienza, ed esenzioni religiose.
Nel caso della Chiesa e Scuola Evangelica Luterana Osanna-Tabor e la Commissione delle Pari Opportunità di occupazione, il tribunale ha invertito il Sesto Circuito e stabilito all’unanimità che il libero Esercizio del Primo Emendamento e le clausole della Costituzione impediscono i processi intentati dai ministri contro le loro chiese per violazioni di leggi non-discriminatorie. Questo caso “ha ribadito l’eccezione come fondamentale alla libertà religiosa”.
L’ ACLJ David French e gli altri hanno presentato un amicus brief (insieme alla InterVarsity Christian Fellowship) a sostegno di Hosanna-Tabor, in cui affermano che “è stato fondamentale nel mantenere un baluardo contro i tentativi del governo attivo di immischiarsi nelle decisioni religiose più sacre e vitali di una chiesa – la decisione su chi deve ricoprire le funzioni di ministro per i fedeli “.
Onestà
gennaio 9, 2012 by admin
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I mormoni credono fermamente di dover essere onesti – tanto che quando vengono intervistati per ottenere la raccomandazione per il tempio (una carta che dà accesso al tempio), ci viene chiesto se siamo onesti nei nostri rapporti con gli altri.
Come con le altre confessioni cristiane, riteniamo che non testimoniare il falso sia un comandamento. Innumerevoli vite sono state rovinate da dicerie, false accuse, calunnie, furto, appropriazione indebita ecc. Vedove sono state derubate di tutto quello che avevano, il furto di identità è diventato una piaga nella nostra la società, dei coniugi accumulare debiti in segreto, i meccanici esagerano sugli interventi di riparazione dei veicoli dei clienti, l’infedeltà spezza i cuori di molti, i clienti sono truffati, e gli studenti si arrabattano a copiare e per ottenere truffando le promozioni a scuola.
La ragione per cui crediamo nell’ onestà è piuttosto ovvia. Non vogliamo aggiungere altre, alle molte ferite male della nostra società e poche sono le cose preziose come essere degni di fiducia ed avere fiducia in qualcun altro. Come persone che si sforzano di seguire Gesù Cristo, credo che dobbiamo seguire il suo esempio.
Crediamo che Dio dica solo la verità e siccome ci sforziamo di essere come il nostro Padre in cielo, dobbiamo imparare a essere onesti come lui. Le piccole bugie crescono e diventano grandi menzogne. Quanto la menzogna è accettata, le bugie si giustificano sempre più. Alla minima fitta di disagio, si farà ricorso alla bugia per evitare una situazione spiacevole o conseguenze che pensano che siano impossibili da gestire. Nel nostro Manuale dei principi evangelici , ci viene insegnato che non dovremmo mai trovare scuse per aver mentito:
“Le persone usano molte scusanti per essere disoneste. Esse mentono per proteggersi e far sì che gli altri pensino bene di loro. Alcuni cercano scuse per aver rubato, pensando che si meritano quello che hanno conquistato, vogliono restituirlo, o ne abbiano più bisogno del proprietario. Qualcuno mente per ottenere voti migliori a scuola o perché “tutti gli altri lo fa” o anche per passare.
Queste scuse e molte altre sono fornite come ragioni per essere disonesti. Per il Signore, non vi sono ragioni accettabili. Il presidente Kimball ha insegnato che quando cerchiamo scuse ci inganniamo, e lo Spirito di Dio cessa di essere con noi. Diventiamo sempre più disonesti”.
Crediamo che Satana sia il padre di tutte le bugie e dobbiamo fissarci l’ obiettivo di resistere alla tentazione di fare della disonestà una parte della nostra vita, non importa quanto sia difficile essere sinceri, a volte. Ma sentiamo che saremo benedetti per essere onesti in tutte le cose.
Risposta della chiesa al terremoto in Cile
gennaio 9, 2012 by admin
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Risposta della chiesa al terremoto in Cile
SALT LAKE CITY 1 marzo 2010 (Il presente comunicato stampa è stato aggiornato il 2 marzo), i dirigenti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni in Cile sono attivamente impegnati nelle operazioni di soccorso e nel determinare come la Chiesa può essere d’aiuto in seguito ad uno dei terremoti più potenti del secolo scorso. Con più di mezzo milione di Santi degli Ultimi Giorni che vivono nel paese, la Chiesa ha una presenza sostanziale in Cile.
I dirigenti locali ed i membri hanno iniziato le operazioni di soccorso poco dopo il terremoto distribuendo cibo ed acqua che già si trovavano a Concepción. Le prime notizie indicano che tre membri della Chiesa sono morti.
I dirigenti della Chiesa hanno rilevato che per assistere le persone nella regione colpita sono necessari cibo, acqua, tende, coperte, kit per l’igiene e stuoie per dormire. I rappresentanti della Chiesa in Cile sono entrati in contatto il Ministro degli Interni per determinare in che modo la Chiesa può più opportunamente aiutare negli sforzi di soccorso. Personale d’emergenza è stato collocato presso la sede della Chiesa per fornire aiuti adeguati.
I dirigenti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni in Cile hanno distribuito sei tonnellate di alimenti provenienti da magazzini del locale vescovato della città di Talca, il 2 marzo per contribuire a soddisfare i bisogni di diverse città a nord di Concepción. Un secondo carico di 20 tonnellate di cibo doveva raggiungere Concepción quello stesso giorno più tardi. Due spedizioni supplementari di cibo sono state inviate nelle zone colpite, a sud di Concepción.
“Mentre le perdite di vite umane e la distruzione di grande entità è una tragedia, non prevediamo che la situazione in Cile sarà quasi devastante come quella che abbiamo visto in Haiti”, ha detto Lynn Samsel, direttore delle emergenze per la Chiesa.
La maggior parte delle case di riunione dei Santi degli Ultimi Giorni in Cile ha resistito al terremoto, anche se molte sono piene di polvere. Almeno tre case di riunione hanno subito grossi danni strutturali, e un altra è stata gravemente inondata. Anche una casa che serviva anche come casa di riunione è stato spazzata via dallo tsunami innescato dal terremoto.
Si sono avuti contatti con tutti i missionari. E’ stato segnalato che tutti sono al sicuro e assistono nelle operazioni di soccorso. I missionari che non possono tornare ai loro appartamenti stanno con i membri o nelle case di riunione. Mentre la comunicazione era alquanto difficile per i dirigenti della Chiesa locale, essi sono riusciti meglio a comunicare tramite messaggi di testo.
L’epicentro del terremoto di magnitudo 8,8 si trovava al largo della costa centrale del Cile, causando danni significativi alle vicine città di Santiago e Concepción.
La scossa è durata circa tre minuti, bloccando autostrade e intasando linee di utilità. Trasporti, comunicazione ed energia elettrica sono state interrotte in gran parte del paese. Funzionari cileni hanno confermato che più di 720 persone sono morte nel terremoto, e altre ce ne saranno negli incidenti attesi nei prossimi giorni.
Si stima che circa due milioni di cileni siano stati colpiti dal terremoto, con almeno 500.000 case che hanno sostenuto notevoli danni. Decine di scosse di assestamento, alcune di 6,9 gradi della scala Richter, hanno continuato a scuotere la regione per tutto il fine settimana.
Coloro che desiderano donare alla Chiesa per il Fondo degli aiuti umanitari possono farlo qui. Il Fondo degli aiuti umanitari rende possibile alla Chiesa svolgere attività umanitarie in tutto il mondo. Il cento per cento di tutti i contributi sono utilizzati per aiutare i bisognosi.
Dichiarazione della chiesa sul terremoto in Cile
Salt Lake City, 27 febbraio 2010
La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione a seguito del terremoto in Cile:
“Noi, insieme al resto del mondo, stiamo guardando con preoccupazione mentre le relazioni del terremoto in Cile continuano ad evolversi. Come con qualsiasi disastro, i immediati dettagli sono difficili da confermare.
“Abbiamo confermato che tutti i missionari della Chiesa in Cile stanno bene e sono al sicuro, compresi i due anziani sull’isola Juan Fernandez “. (Questo è un aggiornamento da una precedente relazione, giunta oggi, quando alcuni missionari non erano stati rintracciati).
I mormoni celebrano il Ringraziamento? Riflessioni sulla gratitudine
novembre 21, 2011 by admin
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Valerie Steimle, membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (donna “mormone”) è stata definita sostenitrice della famiglia, negli ultimi 20 anni. E’ madre di nove bambini, vive nel sud dell’Alabama ed è autrice di quattro libri e di una colonna, su un settimanale, Pensieri dal Cuore.
I mormoni celebrano il Ringraziamento? Riflessioni sulla gratitudine
Quando arriva la stagione del Ringraziamento, contemplare tale festività mi fa riflettere su ciò per cui sono grata, nella mia vita. Mentre rifletto sul Ringraziamento, questi pensieri mi aiutano ad essere più grata. Il Ringraziamento mi aiuta a ricordare di essere grata perchè vivo in un paese che ha combattuto dure battaglie, per la libertà, compresa quella di esprimerci con la parola scritta, alla radio o alla televisione. Sono grata per la possibilità di scegliere dove vivere e quale chiesa frequentare. La chiesa che ho scelto è la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (inavvertitamente chiamata da amici di altre fedi, “Chiesa mormone”) e essere grati per la vita che viviamo, è parte del nostro sistema di credenze.
Un pensiero sulla riconoscenza, del presidente Thomas S. Monson, che è presidente e profeta mormone, della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, dice: “Siamo in grado di sollevare noi stessi e gli altri, quando ci rifiutiamo di restare preda dei pensieri negativi e coltiviamo un atteggiamento di gratitudine, nei nostri cuori.” (Ottobre 2010)
I mormoni celebrano il Ringraziamento? Essere grati per gli altri
Un atteggiamento di gratitudine, come dice il presidente Monson, permea le nostre vite, per includere anche gli altri, che ci hanno toccato i cuori e ci hanno aiutato in qualche modo. La maggior parte delle persone non vivono la loro vita da sole, quindi dovremmo essere grati per le persone con cui stiamo.
Alfred North Whitehead, un matematico e filosofo inglese, una volta disse: “Nessuno di coloro che raggiungono il successo, lo fa senza l’aiuto degli altri. Il saggio e fiducioso riconosce questo aiuto con gratitudine.” Siamo tutti dipendenti gli uni dagli altri, per avere successo nella nostra carriera, negli hobby e negli interessi. Quanto saremmo ingrati, se non ringraziassimo sinceramente, per quelle persone che ci hanno aiutato ad arrivare dove siamo oggi.
I mormoni celebrano il Ringraziamento? La gratitudine fa davvero la differenza
Coloro che si rifiutano di essere grati, per tutto ciò che hanno, non stanno davvero riflettendo sui benefici ricevuti nel corso dell’ultimo anno: la salute, la famiglia, un luogo in cui risiedere, il cibo che mangiamo e le carriere che abbiamo creato. Una cosa che mi aiuta a ricordare di essere grata, è il pensare agli altri che vivono in parti del mondo dove non hanno salute, famiglia, casa, cibo o un lavoro da svolgere. Viviamo in un grande paese e abbiamo delle prove da superare, ma possiamo pensare alla nostra vita, nel suo insieme, e realizzare che queste prove presto finiranno. Peccato non avere la festa del ringraziamento più di una volta all’anno, perché, come popolo, siamo grati solo quando ci viene ricordato ed è facile dare tutto per scontato.
Quelli che smettono di essere grati per la loro vita, cadono vittime di una vita di malcontento, nella loro cultura e nel loro sistema di credenze. Come possiamo essere veramente felici se non siamo soddisfatti della vita che conduciamo ora? Come possiamo apprezzare le nostre famiglie, se non ci ricordiamo di essere grati? Ricordando a noi stessi di essere spesso grati, conduciamo una vita più felice.
Quindi se avete bisogno di motivazioni per una vita migliore o per vivere una vita appagante, dovete ricordarvi di essere grati per quello che avete già e dire a coloro che sono nella nostra vita quello che provate per loro.
Leader evangelico sostiene che la Chiesa SUG non sia una setta
novembre 16, 2011 by admin
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Un importante leader cristiano evangelico, ha preso una forte posizione di pubblica opposizione ai suoi compagni evangelici, che, recentemente, hanno attaccato Mitt Romney per la sua appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, che hanno definito “setta” e “non-cristiana”.
Scrivendo su un Blog della CNN, Richard J. Mouw, presidente del Seminario Teologico della scuola evangelica di Pasadena, in California, dice “permettetemi di dissentire” con quelli che dicono che “esprimere un voto per (Romney), significa promuovere la causa di una setta”.
Per 12 anni, Mouw e il professore della BYU, Robert Millet, hanno co-presieduto un dialogo tra circa 25 evangelici e mormoni, esplorando una varietà di “temi in chiave teologica”, tra i due gruppi.
“Noi evangelici e la nostra controparte mormone, siamo in disaccordo su alcune importanti questioni teologiche” ha continuato Mouw. “Ma abbiamo anche scoperto che alcune questioni non sono, poi, così diverse come pensavamo noi.”
Mouw ha studiato e insegnato corsi sulle sette. Ha detto che le loro caratteristiche includono il disgusto nell’iniziare un “serio e rispettoso dialogo, con le persone con cui non sono d’accordo”. Inoltre, non promuovono l’istruzione scolastica.
“Ma la Brigham Young University è un’istituzione scolastica, con professori che hanno preso i loro dottorati in alcune delle migliori università del mondo” ha continuato Mouw. “Molti dei principali leader della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, hanno un dottorato di ricerca, preso alle scuole della Ivy League. Queste persone parlano con ammirazione dell’evangelico Billy Graham e della cattolica Madre Teresa e delle buone letture evangeliche di C.S. Lewis e di Padre Henri Nouwen, un cattolico. Non è questo il genere di cose che si trova in una setta anti-cristiana”.
La questione se i Santi degli Ultimi Giorni sono cristiani o meno è, secondo Mouw, “una questione complicata.”
“I miei amici mormoni credono cose su cui io non sono d’accordo, ma non sono disposto a dire che la loro teologia non rientri nell’ambito dell’applicazione dell’insegnamento cristiano”, ha scritto Mouw.
“Anche se non sono disposto a riclassificare il mormonismo come innegabilmente in possesso della teologia cristiana” ha continuato “vedo molti dei miei amici mormoni, come seguaci genuini del Gesù che adoro come il Salvatore divino.”
Se il nome di Richard Mouw vi risuona familiare, è perché ha rotto i ranghi degli altri cristiani evangelici, innanzi tutto per quanto riguarda la Chiesa mormone. Nel 2004 ha partecipato a “Una serata di amicizia” presso il Tabernacolo di Salt Lake. All’incontro ha partecipato una folla di evangelici e Santi degli Ultimi Giorni ed è stato caratterizzato da un potente sermone sulla divinità di Gesù Cristo, da parte di un filosofo cristiano di fama internazionale: Ravi Zacharias. Ma molti di coloro che hanno partecipato, ricordano l’osservazione di Mouw, sul fatto che “l’amicizia non è arrivata facilmente tra cristiani evangelici e Santi degli Ultimi Giorni” e ha fatto le sue scuse per gli evangelici che “hanno spesso travisato la fede e le credenze dei Santi degli Ultimi Giorni.”
“Lasciatemi essere chiaro” ha detto. “Noi evangelici abbiamo peccato contro di voi.”
Egli ha osservato che entrambi i gruppi hanno avuto la tendenza a marginalizzare e semplificare le credenze degli altri.
Ci sono altri evangelici che sostengono Mitt Romney, come quelli del sito EvangelicalsForMitt.org.
Il pastore battista Robert Jeffress ha detto, al Vertice dei Valori, che la Chiesa SUG è una setta e che gli evangelici hanno solo una possibile scelta, nella corsa per la nomination repubblicana alla presidenza: il governatore del Texas Rick Perry. Perry preso le distanze da Jeffress e dai suoi commenti.
Anche al vertice degli elettori, Bryan Fischer, dell’Associazione Americana della Famiglia, ha detto: “Abbiamo bisogno di un presidente che crede nello stesso Creatore, in cui hanno creduto i padri Fondatori”. Fischer aveva già detto di non credere che Romney fosse un cristiano.
Romney ha parlato poco prima di Fischer e si è riferito a lui, mentre parlava di civiltà.
“Uno dei relatori che mi seguiranno oggi, ha varcato quella linea, penso” ha detto Romney. “I linguaggi velenosi non portano avanti la nostra causa. Non hanno mai addolcito un unico cuore, né cambiato una sola mente. Le benedizioni della fede hanno la responsabilità del dibattito civile e rispettoso. Il compito che abbiamo davanti a noi, è quello di concentrarci sulle credenze conservatrici e sui valori che ci uniscono. Non lasciamo che gli impegni ci facciano perdere la nostra visione o l’unità che ci distingue”.
Mouw è conosciuto perchè predica la civiltà cristiana, nei discorsi pubblici. Ha anche scritto un libro sull’argomento: “Decenza comune: civiltà cristiana in un mondo incivile”. Egli parla con convinzione della necessità di dialogare e di confrontarsi, in contrapposizione alla retorica e agli insulti.
“Quelli di noi che hanno fatto lo sforzo di coinvolgere i mormoni in conversazioni amichevoli e sostenute, li hanno visti come buoni cittadini, la cui vita di fede spesso mostra qualità che meritano l’etichetta cristiana, anche se continuiamo ad impegnarci in discussioni amichevoli con loro, sulle questioni teologiche cruciali” ha concluso Mouw. “Mitt Romney si merita quello che ogni politico che si candida ad una carica merita: un attento esame delle sue opinioni sulla politica e la sua filosofia di governo, ma lui non merita di essere etichettato come settario”.
Il Tabernacolo di Provo sorgerà dalle ceneri, come tempio
novembre 13, 2011 by admin
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Quando il presidente Thomas S. Monson, della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ha annunciato, Sabato, che lo storico Tabernacolo di Provo sarà ricostruito e trasformato, per essere il secondo tempio SUG di Provo, un sonoro sussulto è risuonato in tutto il Centro Conferenze, a Salt Lake City.
E, evidentemente, anche a circa 40 miglia più a sud.
“Mi ha dato i brividi”, ha dichiarato Scott Heaps, un residente di lunga data di Orem, che stava guardando la conferenza, in televisione, quando è staro fatto l’annuncio. “Questo è fantastico!”
Per Gene Nelson, direttore della Biblioteca Comunale di Provo, l’annuncio è stato un momento di “pura emozione”.
“Penso che ci siano gruppi interi di abitanti di Provo, euforici dopo l’annuncio” ha detto Nelson. “Probabilmente ci sono state molte lacrime, tra cui anche le mie”.
Includiamo anche Denise McGuire, di Provo, tra coloro che hanno pianto.
“La mia parte preferita della conferenza è l’attesa del presidente Monson, che annuncia i nuovi templi” ha detto la McGuire, aggiungendo che è scoppiata a piangere, non appena il presidente Monson ha dato l’annuncio. “Non ero preparata a questo. Non avevo la mia scatola di Kleenex con me”.
Il Tabernacolo, che era stato originariamente costruito tra il 1883 e il 1898, su University Avenue, tra la Center Street e 100 South, è stato distrutto da un incendio, lo scorso Dicembre. L’edificio era un punto di riferimento per la città di Provo, amato e venerato da generazioni di residenti e studenti della BYU che lo adoravano e frequentavano una serie di incontri, concerti e altri eventi.
“Ho avuto il cuore spezzato, dopo l’incendio” ha detto la McGuire. “Ero devastata. Ed è stato sorprendente, perché ho pensato: ‘E’ solo un edificio’. Ma ovviamente significava molto di più, per me, di ciò che pensavo in realtà. Abbiamo fatto delle conferenze di palo, lì. Cantavo lì, quando ero nel coro della BYU. Significava molto per la comunità.”
“Sono stato male, con lo stomaco” ha detto Heaps, parlando di come si è sentito, quando ha sentito parlare di fuoco. “E’ stato lì, per tutta la mia vita, e sapere che era bruciato era qualcosa di molto, molto triste.”
Da quando è bruciato, i residenti e i leader della comunità, hanno chiesto quali piani avesse la chiesa, per il vecchio Tabernacolo. Il sindaco di Provo, John Curtis, ha detto che, anche quando si recava fuori dallo stato, gli veniva chiesto quali fossero i piani della chiesa, per il Tabernacolo.
“C’è stato un gran parlare, su ciò che la Chiesa poteva o non poteva fare” ha detto Nelson. “Molte persone stavano solo sperando e pregando che la chiesa avrebbe salvato l’edificio.”
La speculazione si è intensificata negli ultimi mesi, mentre la chiesa stava lavorando all’acquisizione di proprietà aggiuntive, nella zona del Tabernacolo. Alla fine di Agosto, è stato dato l’annuncio dell’acquisto dei terreni di due aziende, nella zona, il Motel Travelodge e il ristorante Los 3 Amigos. Proprio la settimana scorsa, il Consiglio Comunale di Provo ha deliberato di vendere alla chiesa delle proprietà, su cui sorgeva il vecchio Hotel Roberts. L’hotel venne demolito nel 2004.
Con queste acquisizioni – e altre imminenti acquisizioni – la chiesa sarà proprietaria dell’intero blocco del Tabernacolo, con l’unica eccezione della proprietà delle Poste. La chiesa non ha indicato alcun piano, per l’acquisizione di quella proprietà.
Un comunicato stampa della chiesa ha detto che “i leader della chiesa hanno lavorato con architetti, ingegneri ed esperti storici, per determinare il futuro della costruzione”. La costruzione del nuovo tempio includerà “un completo restauro della parte esterna originale”, simile a quello che è stato fatto quando la Chiesa ha convertito lo storico Tabernacolo del ramo di Uintah, nel Tempio di Vernal, in Utah, durante la fine degli anni ’90.
Il nuovo tempio di Provo è “assolutamente necessario”, ha detto Heaps. “Con i missionari dell’MTC, gli studenti della BYU e la popolazione attiva SUG, sarà un tempio molto utilizzato, anche se c’è già un altro tempio, in città.”
“Sono andata al mattino presto, al Tempio di Provo, per fare i battesimi per i morti, e ho aspettato il mio turno per due ore e mezzo” ha detto Stephanie, la figlia di Heaps. “Sono così impegnati, lì. Un nuovo tempio sarà davvero utile.”
“So che ogni volta che vado al tempio, è sempre pieno e affollato, ma ora si potrà andare in questo” ha detto McGuire. “Sono entusiasta. Sono così felice”.
“Penso che questo dimostri che, al di là di ogni presunta tragedia, il Signore può fare sempre qualcosa di buono” ha detto il Vescovo Randall Stokes, vescovo di un rione di giovani adulti single, a Provo. “Non si può mai pensare che una tragedia sia davvero una tragedia, finchè non si vede dove sta portando.”
Il secondo Tempio di Provo è stato il primo di sei nuovi templi, annunciati durante la sessione della conferenza di Sabato mattina. C’è stato un altro udibile sussulto, quando il presidente Monson ha annunciato un nuovo tempio a Parigi, in Francia. Il desiderio della chiesa e la “speranza” di costruire un tempio a Parigi, erano stati effettivamente annunciati, all’inizio di quest’anno, in risposta alla copertina di un giornale francese, che parlava dei negoziati per le acquisizioni di quell’area. Ma per quanto riguarda i dirigenti della chiesa interessati, l’annuncio di Sabato, durante la conferenza generale, è stato “l’annuncio Ufficiale”.
C’è stata anche un’altra reazione del pubblico – risate – quando il presidente Monson ha annunciato la costruzione di un nuovo tempio in Star Valley, Wyo, e ha detto: “Penso che lo dedicherò io. Si pesca bene lì.”
Il tempio in Star Valley, sarà il primo nello stato del Wyoming.
Più lieve, ma ugualmente sentita, la reazione che ha accompagnato l’annuncio del presidente Monson, di altri tre nuovi templi in Africa – a Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo, e Durban, Sud Africa, e in Barranquilla, Colombia.
Cerimonia del primo colpo di piccone per il Tempio di Sapporo in Giappone
novembre 4, 2011 by admin
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La cerimonia del primo colpo di piccone per il Tempio della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni) a Sapporo, in Giappone, è stata svolta sabato nonostante il vento e la pioggia, segnando l’inizio del terzo Tempio della Chiesa in Giappone ed il sesto in Asia.
L’Anziano Gary E. Stevenson del primo Quorum dei Settanta della Chiesa ha presieduto la cerimonia. E’ stato raggiunto dagli Anziani Micheal T. Ringwood e Koichi Aoyagi dei Settanta.
“Sono grato per questo storico colpo di piccone- nonostante questo acquazzone” ha detto Anziano Steveson. “Ogni cosa oggi è bagnato dalla pioggia, ma lo spirito dei santi non è inumidito per niente. Sono venuti con il loro cuore aperto e con gioia completa mentre hanno visto l’immagine del tempio alla cerimonia del primo colpo di piccone. Si poteva vedere che i loro occhi ed i loro cuori erano pieni di gioia nel sapere che avrebbero avuto una casa del Signore sull’isola.”
Il Tempio giapponese di Sapporo è stato annunciato per la prima volta alla conferenza generale nell’ottobre del 2009 da Presidente Thomas S. Monson. Dedicato nell’ottobre del 1980, il Tempio giapponese di Tokyo fu il primo Tempio in Asia. Il Tempio di Fukuoka è stato dedicato nel 2000 e diventò l’ottantottesimo tempio nel mondo.
La Chiesa, che è in Giappone dal 1901, ha 125’000 membri divisi in 286 congregazioni.
La Chiesa S.U.G. aiuta i guatemaltechi comprando stufe, riducendo il consumo di legno
novembre 1, 2011 by admin
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Nella collina fuori di Senahu, nel Guatemala del nord, gli alberi stanno scomparendo velocemente.
Infatti, tra il 1990 ed il 2005, il 17% delle foreste tropicali del Guatemala sono sparite- la quarta peggiore percentuale del mondo.
Blas Cuz e sua moglie Magdalena vivono vicino alla collina nel villaggio di Seamay in una piccola capanna che guarda verso la valle. Per la maggior parte della loro vita Blas e Magdalena hanno passato svariate ore ogni settimana a raccogliere legna per cucinare.
“Facciamo molta strada per prendere legna per il fuoco e ci rendiamo conto che nel prendere legna stiamo danneggiando la natura,” ha detto Magdalena.
Nei villaggi molti Guatemaltechi cucinano su dei bracieri all’aperto che consumano il legno a livelli allarmanti. Una soluzione potrebbe essere la nuova stufa che Cuz ha installatato recentemente nella sua cucina. L’ha comprata con l’aiuto della Chiesa di Gesù Cristo e della Fondazione di Soccorso Maya, un’istituzione benefica basata in California.
“Queste stufe hanno svariati scopi” ha dichiarato Carlos Barrios, direttore della Socorro Maya. “ Uno di questi, è di ridurre i consumi della legna da ardere. Il secondo è di eliminare il fumo cosi che le donne che cucinano ed i bambini che sono in cucina non contraggano infezioni ed irritazioni polmonari. L’altro ulteriore beneficio è che queste stufe salvano 12 alberi all’anno, per famiglia.”
Durante lo scorso anno la Fondazione di Soccorso Maya e la Chiesa di Gesù Cristo hanno portato le stufe nelle case di 100 persone a Seamay, che hanno pagato un terzo del loro costo.
“La stufa è un bene” dice Blas Cuz Coc del comitato dell’acqua di Seamay. “Eravamo abituati ad usare due carichi di legna a settimana. Ora ne usiamo solo uno. Quindi è stato molto utile in quel senso. Ha avuto un buon impatto.”
Le stufe inoltre rendono le case più sicure per i bambini. L’esposizione al fumo causa all’incirca il 22% della morte dei bambini di meno di cinque anni in Guatemala, e gli ospedali spesso vedono ferite causate dai fuochi aperti.
“ Da quando abbiamo una nuova stufa, non ho più mal di testa ed i miei occhi non bruciano più.” Ha affermato Magdalena.
L’obbiettivo di portare delle stufe a Seamay è parte di uno sforzo più grande della Chiesa di Gesù Cristo di migliorare la vita nel villaggio.
“Cosi l’altra parte di lavoro che abbiamo fatto è concentrato sulla crescita economica,” ha dichiarato Anziano John F. Curtiss, missionario volontario umanitario della Chiesa S.U.G..
Tradizionalmente, una finca – piantagione di caffè- era una delle poche possibilità per le persone della valle di nutrire le loro famiglie. Ma ora in molti stanno cercando nuovi modi di sostenersi con l’aiuto della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.
Il nuovo commercio di Federico Call è solo un esempio dei tanti diversi modi di auto sostenersi. La sua fattoria di polli produce dalle 70 alle 90 uova al giorno, che lui poi vende al mercato.
“Grazie ai servizi umanitari, sono loro che ci hanno aiutato ad iniziare l’impresa.” Ha detto Call. “La formazione è stata molto importante. Avevamo bisogno di capire come prenderci cura degli uccelli. Sono state informazioni di gran valore.”
Seamay, in Guatemala, è solo uno dei piccoli villaggi nei grandi angoli dimenticati del mondo. Ma rappresenta il lavoro umanitario che la Chiesa S.U.G. svolge ogni giorno dall’Africa all’India.
“La cosa più grande che è successa con questo progetto, era che funzionavano realmente. Ed ora loro sanno che possono avere una scuola” affermò Anziano Don R. Clarke del Primo Quorum dei Settanta della Chiesa di Gesù Cristo.
La Chiesa ha aiutato il villaggio di Seamay a cambiare per sempre. Ma hanno solo aiutato. Il vero lavoro è stato svolto dagli abitanti del villaggio stessi. Hanno portato acqua pulita alle loro case, stanno costruendo una nuova scuola e salvando la foresta intorno a se. E’ una lezione di auto affidamento ed un promemoria che con un po’ di patrocinio, il cambiamento è possibile dappertutto.
“Penso che il modo in cui i progetti sono portati avanti, hanno una struttura tale per cambiare la vita delle persone” ha dichiarato Curtiss. “Perché li lasciamo liberi di avere una vita molto più produttiva.”
La Chiesa Mormone dà un dono di speranza ai malati di cancro
settembre 24, 2011 by admin
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di Joseph Walker, Deseret News
SALT LAKE CITY – Un luogo di culto familiare e amato diventerà in un futuro prossimo un luogo caldo e confortante di speranza, grazie ad un dono sostanziale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni all’American Cancer Society.
Nel corso di una conferenza stampa, martedì mattina, i funzionari locali ACS hanno annunciato che la Chiesa mormone ha donato 2,2 acri di terreno del valore di $ 4,2 milioni di dollari per la futura costruzione di una Hope Lodge vicino al centro di Salt Lake City.
Il terreno si trova all’angolo 100 nord-ovest di e 400 sud est, dove si trova la casa di riunione del vecchio rione 13. La casa di riunione, costruita in gran parte da membri locali nel 1951, è rimasta vacante per quattro anni.
“Sono sicuro che ci saranno alcune emozioni contrastanti da parte di chi ha costruito questo edificio con il proprio sangue, sudore e lacrime”, ha detto Glenn McKay, direttore del settore immobiliare per la Chiesa mormone. “Ma io non riesco a immaginare un uso migliore per questa proprietà di quello a cui è stata destinata.”
Il sito sarà utilizzato per la costruzione di una Hope Lodge, una struttura che offre alloggio gratuito e altre strutture per coloro che devono viaggiare sino a Salt Lake City per i trattamenti contro il cancro.
“Quasi 16.000 persone saranno curate per il cancro quest’anno, nello stato dello Utah”, ha detto Katie Eccles, che presiede il consiglio Hope Lodge per l’ACS locale. “Stimiamo che circa 4.500 di loro devono recarsi a Salt Lake City per i trattamenti, e mentre sono qui dovranno sostenere le spese di alloggio, lavanderia e mangiare nei ristoranti. Era un sogno di lunga data per noi quello di essere in grado di offrire l’ambiente caldo e confortevole di una Hope Lodge a molti pazienti che vengono qui per un trattamento di prima classe del cancro, ma non hanno posto dove stare a basso costo.
“Grazie alla Chiesa mormone, saremo in grado di fornire una posizione centrale e comoda in cui la Hope Lodge può davvero essere una casa lontano da casa, per i malati di cancro,” ha continuato Eccles. “Per i malati di cancro che vengono da comunità rurali in ogni angolo del nostro stato, così come da fuori stato, questo impianto rimuoverà lo stress del preoccuparsi di dove alloggiare e quanto pagare. Essi possono concentrare le loro energie sulla guarigione “.
Anche se non era in grado di partecipare alla conferenza stampa di martedì, H. David Burton, vescovo presiedente della chiesa mormone, ha dichiarato: “siamo lieti di poter contribuire a questo importante e compassionevole progetto “.
“La guerra contro il cancro si combatte a un livello molto personale e profondo che mette alla prova anche gli individui più resistenti e i loro cari,” ha aggiunto il vescovo Burton. “Questa lodge offrirà un’oasi di pace e riposo a quelli che sono impegnati in questa difficile battaglia “.
Eccles ha detto che con questo “dono generoso da parte della Chiesa mormone”, l’American Cancer Society ora può andare avanti con una campagna di raccolta fondi per finanziare la costruzione di un impianto di Hope lodge da 15 milioni di dollari che comprenderà 35-40 camere per i pazienti e i loro badanti, così come una cucina e una lavanderia.
“La dimensione della struttura ci consentirà anche di avere luoghi per la meditazione e, forse, un giardino di guarigione”, ha detto Eccles. “E la posizione è perfetta, con ottimi collegamenti per ospedali e strutture mediche, così come per tutte le forme di trasporto pubblico”.
Il trasporto da e ai centri di trattamento del cancro sarà fornito dalla Hope Lodge, ha detto Eccles.
A seconda di quanto velocemente i fondi possono essere raccolti, Zeke Dumke III, co-presidente del Comitato Hope Lodge, ha detto che prevede che il primo colpo di piccone potrebbe essere dato alla nuova struttura verso la fine del 2014, e la nuova Hope Lodge aprirà le porte verso la fine del 2015.
E' iniziata la pulizia e il riordino, dopo il passaggio dell’uragano Irene
settembre 1, 2011 by admin
Filed under Notizie della Chiesa
I Santi degli Ultimi Giorni ed i loro vicini, dalle Bahamas al New England, stanno pulendo tutto e rimettendo in ordine, dopo che l’uragano Irene ha spazzato via tutto, questo fine settimana.
La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ha inviato un camion pieno di cibo, acqua, motosegne, generatori, teloni e kit per l’igiene, in alcune delle aree maggiormente colpite, negli Stati Uniti. Una seconda spedizione di cibo e acqua, verrà consegnata questa settimana.
I rapporti dicono che 12.000 persone sono state sfollate, nella Repubblica Dominicana, poiché le case sono state spazzate via dall’uragano. Le case di 16 Santi degli Ultimi Giorni sono state danneggiate o distrutte, mentre altre 27 famiglie sono state evacuate in rifugi temporanei o nelle case di riunione.
Cibo, acqua, teloni, prodotti per la pulizia e kit igienici sono stati forniti a livello locale nella Repubblica Dominicana, Puerto Rico e le Bahamas. Tutti i missionari e i membri della chiesa, lungo la costa orientale e nelle aree dell’isola, sono stati portati al sicuro e contati.
Non ci sono stati gravi danni, alle strutture della Chiesa. Alcuni membri hanno subito dei danni ai veicoli o alle loro case.
I dirigenti della Chiesa incoraggiano i membri a raggiungere le loro comunità, per contribuire a disinquinare e ripristinare la normalità. I dirigenti continueranno a valutare le esigenze e la pulizia, in tutte le aree colpite.
I fiumi sono cresciuti e sono destinati a continuare ad aumentare di volume, in molte aree. Milioni di persone sono senza elettricità e non potrà essere ripristinata prima di due settimane. Sono stati stimati danni per milioni di dollari nei soli Stati Uniti. Almeno 26 persone sono morte, a causa dell’uragano Irene.

