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Com’è il cielo? I tre gradi di gloria

marzo 22, 2012 by  
Filed under Dottrine Mormoni

Com’è il Cielo?

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (a volte denominata Chiesa Mormone) è una restaurazione della chiesa primitiva, che venne istituita da Gesù Cristo stesso. Il Vangelo della chiesa di Cristo venne perso, dopo il ministero degli apostoli, che furono chiamati durante il periodo in cui visse Cristo. La Chiesa venne restaurata tramite un ragazzo, Joseph Smith, nel 1800, attraverso la potenza di Dio.

I mormoni contano su diversi libri di Scritture, per la nostra comprensione del piano del Vangelo e di Dio, per noi. Uno di questi libri, conosciuto come “Dottrina e Alleanze” (D&A), contiene delle rivelazioni moderne date ai profeti del nostro tempo e, all’interno di questo stesso libro, possiamo trovare molti racconti più pertinenti al nostro tempo, in confronto a quelli che si trovano all’interno delle Scritture più storiche. La maggior parte di queste rivelazioni sono state ricevute in risposta alle domande poste da Joseph Smith, durante la lettura di alcuni passi della Bibbia e, come tali, contengono passaggi dettagliati, concernenti argomenti all’interno della Bibbia che possono essere difficili da capire.

D&A 76 risponde alla domanda “Com’è il cielo?”

Gloria in cielo

Una lettura approfondita di questa sezione, rivela i dettagli dei tre gradi di gloria, ciò che è necessario per entrare in ciascuno di essi e le responsabilità che tale collocazione comporta. Arriviamo a comprendere veramente la struttura del cielo e come si applica al piano di Dio, per noi. La maggior parte dei racconti del cielo, all’interno della Bibbia, descrivono simbolicamente il cielo e ci dicono poco più del fatto che esso è il luogo dove potremo dimorare con Dio, dopo questa vita. Tuttavia, ci sono indizi che il cielo è diviso in tre “gradi” o “regni”, in particolare 1 Corinzi 15:40-41.

“Ci sono anche corpi celesti e corpi terrestri, ma la gloria dei corpi celesti è una e la gloria del terrestre è un’altra. Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna e altro lo splendore delle stelle: poiché una stella differisce da un’altra stella, in gloria”.

Cielo: progresso e gioia

Queste divisioni sono presenti, perché tutti siamo ricompensati per la nostra fedeltà e siamo tutti diversi, in base ai nostri sforzi e alle conquiste terrene. “Qualsiasi principio di intelligenza noi conseguiamo in questa vita sorgerà con noi nella risurrezione. E se una persona guadagna maggiore conoscenza e intelligenza in questa vita, mediante la sua diligenza e la sua obbedienza, che un’altra, essa ne avrà altrettanto vantaggio nel mondo a venire”.(DeA 130:18-19). Poichè Dio, per essere veramente e perfettamente giusto e misericordioso, ci dona i premi che sono personalizzati e diversi. Il grado più alto, che è quello celeste, è ottenibile da tutti coloro che scelgono di seguire il piano di Cristo. E’ in questo grado di gloria che possiamo essere suggellati con le nostre famiglie, partendo dal lavoro per “far avverare l’immortalità e la vita eterna dell’uomo” (Mosè 1:39).

Ci sono molti aneddoti che riguardano i nostri diversi “palazzi”, che Cristo ha preparato per noi (Giovanni 14:2), in cui i palazzi più grandi e gloriosi sono in genere per coloro che hanno fatto più “opere buone”, hanno agito più caritatevolmente e hanno costruito, in questo modo, molti più attributi cristiani. Questa è un’altra rappresentazione simbolica dei premi personalizzati che riceveremo in cielo e della nostra collocazione all’interno di uno dei tre “regni”.

Ciascuno dei tre gradi di gloria, o regni del cielo, ha i propri requisiti per entrarvi, così come delle benedizioni corrispondenti e le responsabilità. Si tratta di un sistema di “merito” molto simile a un posto di lavoro o ad una famiglia, in cui quelli con un più alto “rendimento” hanno una maggiore autorità e maggiore responsabilità. “Poiché a colui a cui molto è dato, molto è richiesto, e chi pecca contro una luce maggiore deve ricevere la condanna più grande” (DeA 82:3). Questo sistema non rende nessuno migliore o peggiore, di chiunque altro. Al contrario, significa che siamo tutti ugualmente benedetti con ciò che è pertinente e opportuno per le nostre capacità e abilità, e tutti noi siamo redenti mediante la grazia di Cristo. L’opera di Dio continua per tutta l’eternità, e noi ne saremo partecipi e saremo attivi in questo lavoro, come parte del corpo di Cristo. “Colui che è più grande tra voi, sia vostro servo” (Matteo 23:11).

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